Autostrada del Mare, la posizione del PD dei comuni del sandonatese
La Regione Veneto, concludendo un percorso iniziato nel 2007, ha recentemente dato il via libera all’allargamento della Treviso-Mare ed alla sua trasformazione da strada pubblica in superstrada a pagamento. Il tracciato interesserà il tratto dal futuro casello di Meolo a Caposile.
È indubbio che ogni opera infrastrutturale crea impatti ambientali e vincoli per assetti residenziali e della mobilità delle popolazioni interessate a tali infrastrutture. Quindi è importante capire in modo dettagliato quali interventi si rendano necessari per un giusto equilibrio tra opportunità di accesso al territorio e problematiche per chi opera all’interno del territorio stesso. Inoltre si dovranno distinguere due livelli di giudizio: il primo connesso al tracciato e alle caratteristiche delle nuove infrastrutture, il secondo relativo alla gestione e all’uso delle stesse. Questo secondo aspetto riguarda in particolare la scelta della Regione di utilizzare il sistema del project financing che potrebbe permettere di ottenere un recupero di risorse dal mondo privato e quindi rendere fattibile un investimento che la mano pubblica, potenzialmente, da sola non sarebbe in grado di realizzare, ma nel contempo non devono esserci danni territoriali ed economici per la mobilità locale.
L’opera, proposta da un gruppo di privati che sosterrà l’investimento in cambio dei futuri pedaggi (si definisce finanza di progetto o project financing), è stata dichiarata di pubblica utilità senza nessuna consultazione pubblica con la cittadinanza ed i Comuni interessati.
L’attuale sistema della Variante alla SS 14 e il Nuovo Ponte sul Piave, inaugurato lo scorso anno, ha portato i benefici che tutti attendevamo da tempo: spostare il traffico dai nostri centri abitati.
La decisione della Regione Veneto di trasformare la Variante alla S.S. 14 (Treviso- Mare) in strada a pedaggio, ci riporterà indietro nel tempo: il progetto infatti, trasformerà il tratto fra la Fossetta e Caposile, da arteria di attraversamento del territorio nelle direzioni Venezia – Trieste, a strada a pagamento a servizio del solo litorale.
La conseguenza sarà che il pagamento del pedaggio riporterà sulle nostre strade comunali migliaia di auto e mezzi pesanti provenienti da fuori che, per attraversare il nodo di San Donà-Musile, riempiranno nuovamente il nostro territorio di auto, rumore, smog, rendendo meno sicura la viabilità.
E’ il traffico di attraversamento il vero problema: a poco servirà, pertanto, l’esenzione dal pedaggio
per i residenti dei soli comuni toccati dal tracciato (Meolo, Musile, San Donà di Piave, Jesolo), invocata come risposta della Regione. ad ogni disagio.
Su questa questione emerge il silenzio assenso da parte delle amministrazioni di centro destra dei Comuni del sandonatese. Tali amministrazioni accettano senza discutere questo progetto, svendendo il nostro territorio per favorire solo il turismo di massa del litorale jesolano e la speculazione di chi conta di far pagare al turista anche la strada per raggiungere il mare, compromettendo la soluzione dei problemi di viabilità degli abitanti dei Comuni del sandonatese. Questo silenzio non vede reali soluzioni alla necessità di snellire la viabilità di tali territori. Importanti opere come la realizzazione del Terzo Ponte vedono un sostanziale stallo a causa di divisioni partitiche interne alla Lega che compromettono il dialogo tra il Sindaco di Musile e San Donà e non si vedono reali soluzioni, neanche per la messa in sicurezza degli incroci a raso a Meolo di Via Diaz – semaforo – e di Via Castelletto.
L’Autostrada del Mare , come è stata concepita, peraltro, non risolve il problema dell’accesso a Jesolo: quattro corsie servono a poco se poi per entrare a Jesolo ci si imbottiglia tutti ancora nell’unico punto della rotatoria Frova (Centro Commerciale).
Rendere più scorrevole il traffico verso le spiagge è un obiettivo condiviso, ma la soluzione proposta è sbagliata.
Infine:
- la privatizzazione, con il passaggio a pagamento tramite pedaggio del tratto rotatoria Fossetta-rotatoria di Caposile, presenterebbe una discontinuità dell’anello della Città del Piave;
- dai volumi di traffico degli ultimi anni, dall’andamento dei flussi turistici degli anni scorsi e dalle ragionevoli previsioni sul futuro, non si evidenzia la necessità di una soluzione autostradale, in quanto con il completamento della Treviso-Mare e la realizzazione della circonvallazione di San Donà si è già realizzato un razionale sistema viabilistico con l’alleggerimento del traffico stagionale sugli altri assi di traffico (segnatamente quelli di San Donà);
- dobbiamo anche chiederci se non sia l’attuale viabilità della città di Jesolo a porre eventuali problemi di congestione.
Il Partito Democratico è contrario alla privatizzazione di una strada pubblica quale l’attuale Treviso – Mare. Portare i turisti dall’autostrada direttamente a Jesolo significa, inoltre, chiudere per sempre ogni possibilità di valorizzazione dal punto di vista paesaggistico e di sviluppo delle valenze turistico economiche del nostro territorio.
Per questo il Partito Democratico chiede una revisione radicale del progetto affinché la Variante alla S.S. 14 rimanga una strada pubblica con libero accesso a servizio degli spostamenti in tutte le direzioni e non solo verso il mare, e contemporaneamente siano valutate le soluzioni in grado di risolvere i punti critici per la sicurezza e la fluidità del traffico presenti lungo l’attuale tracciato.
Viene richiesta con urgenza una concertazione tra tutti i portatori di interesse per attuare l’indispensabile confronto e sintesi territoriale e apportare al progetto le migliorie necessarie.
La Treviso-Mare è un’opera che ha rappresentato un forte sacrificio per la comunità ed il territorio: è un bene pubblico e tale deve rimanere per garantire benefici e sviluppo ai cittadini ed alle imprese del nostro territorio.
Non può essere svenduto a pochi privati attenti solo al proprio investimento.
Ad oggi vediamo discutere la Regione di opere importanti, quali SFMR nel tratto Quarto D’Altino Portogruaro e TAV/TAC. Le indicazioni definite in questo momento non fanno emergere un progetto di valorizzazione economica e strategica del nostro territorio, ma la realizzazione di progetti infrastrutturali che schiacciano, sviliscono e impoveriscono il potenziale di sviluppo. La Regione ad oggi non ha ancora chiarito quale sia il piano strategico di sviluppo del nostro territorio con progetti definiti dai tempi chiari e che considerino, anche, l’integrazione tra i diversi sistemi di trasporto. Il PD non è contrario alla realizzazione di queste infrastrutture, ma ritiene necessario che gli obiettivi di sviluppo produttivo ed economico appaiano sempre affiancati in modo evidente dai progetti infrastrutturali e che sia chiaro che lo sviluppo economico non è l’arricchimento di singoli privati, ma di un territorio nel suo complesso.
Il PD dei Comuni del sandonatese è favorevole:
- alla messa in sicurezza, al potenziamento della sicurezza e alla riduzione dell’inquinamento;
- alla realizzazione di un sistema integrato di infrastrutture, anche con il ricorso all’intermodalità, che favorisca l’interscambio fra litorale ed entroterra creando ulteriori possibilità di crescita e sviluppo sostenibile;
- all’uso del project financing come strumento di finanziamento di nuove opere pubbliche di mobilità per creare nuovi servizi agli utenti, non per sottrarre ad essi una viabilità già esistente.
Si ritiene, però, prioritario:
- che la progettazione di importanti infrastrutture viarie passi attraverso la concertazione preliminare con tutti gli enti locali e le associazioni portatrici di interessi sul territorio;
- che tutta la TV-MARE, dal casello autostradale TV Sud a Jesolo, venga interessata da un progetto di messa in sicurezza complessivo;
- che venga valutata la realizzazione di un secondo asse di collegamento con il litorale est sulla linea casello A4 di Noventa – nuovo ponte sul Piave;
- che sia valutata la possibilità di realizzare un asse intermodale integrato con la SMFR e interscambio per il trasporto viaggiatori dalla linea VE-TS verso le spiagge da Cavallino a Caorle.
Lo strumento della finanza di progetto è utilizzabile anche per la realizzazione della linea SFMR che passa da Meolo – Noventa e va verso le spiagge (Jesolo, Eraclea e Carole). La realizzazione di tale opera dovrà prevedere un’attenta analisi di fattibilità e sostenibilità ambientale aver cura che la linea di collegamento verso le spiagge non comprometta ulteriore territorio.
Commenti
Lascia un commento su questo articolo...
Responsabilità sui commenti
I commenti ai post pubblicati su questo blog non sono moderati. Tuttavia, nel caso di contravvenzione al rispetto delle leggi internazionali e del diritto di autore, del buon senso comune e della buona educazione, gli amministratori/editori del presente blog si riservano il diritto di cancellare commenti contenenti affermazioni, informazioni ed in definitiva materiale, che risulti offensivio non autorizzato o in contrasto con la legge. Ciononostante, la responsabilità delle informazioni/affermazioni presenti nei commenti ricade esclusivamente sugli autori dei commenti stessi.Devi essere loggato per inserire un commento.