Autostrada del mare: inizia la VIA e il progetto viene presentato ufficialmente ai cittadini
Fonte: La Nuova Venezia, venerdì 8 gennaio 2010 (Giovanni Monforte)
Il giorno 7 gennaio è iniziata ufficialmente la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per il progetto “Via del Mare: collegamento A4 − Jesolo e litorali”. La procedura di Via prevede che il progetto, e soprattutto lo studio di impatto ambientale, vengano presentati alla cittadinanza. La prima presentazione ufficiale del progetto preliminare e dello studio di impatto si terrà il giorno 13 gennaio 2010, presso la sala Palladio del Palaturismo di Jesolo alle ore 18.
Gli elaborati saranno consultabili da privati cittadini, comitati e forze politiche presso gli uffici della Regione in calle Priuli a Venezia e presso gli uffici VIA delle provincie di Venezia (in via Forte Marghera a Mestre) e di Treviso (in via Cal di Broda a Treviso).
Comitati e singoli cittadini interessati dal tracciato avranno sessanta giorni per produrre le proprie osservazioni, che potranno essere inviate alla Regione o direttamente a Roma al ministero dell’Ambiente oppure alla direzione per la tutela del paesaggio del ministero delle Attività Culturali.
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Commenti
14 Commenti su Autostrada del mare: inizia la VIA e il progetto viene presentato ufficialmente ai cittadini
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Bruto li
dom, 10th gen 2010 18:29
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a e i o u y li
mar, 12th gen 2010 12:47
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pezzo tratto da la vita del popolo. li
mar, 12th gen 2010 17:12
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mi astengo li
mer, 13th gen 2010 09:27
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ops li
mer, 13th gen 2010 11:21
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wow li
mer, 13th gen 2010 11:22
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ok li
mer, 13th gen 2010 11:23
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uyu li
mer, 13th gen 2010 11:24
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il naufragar me se dolse in sta autostrada li
mer, 13th gen 2010 11:26
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pirati a jesolo li
mer, 13th gen 2010 11:29
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a memoria li
mer, 13th gen 2010 11:31
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meolo porta commerciale del nordest ah ah ah li
lun, 18th gen 2010 17:52
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leghisti comunisti li
lun, 18th gen 2010 17:58
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admin li
dom, 7th feb 2010 18:50
“La prima presentazione ufficiale del progetto preliminare e dello studio di impatto si terrà il giorno 13 gennaio 2010, presso la sala Palladio del Palaturismo di Jesolo alle ore 18″ – Bisogna esserci, assistere alla presentazione, consultare lo studio e presentare delle osservazioni. Chi può andarci?
il sindaco basso cor deccappottabbille e il vice col mersedes stanno organizzando delle macchinate per andare tutti insieme a gesolo iuppi oh iuppi oh cantando va pensierooooooooooo.
Nuova superstrada: mare a pedaggio
Dibattito aperto sull’arteria che correrà da Meolo a Jesolo. Contrari i sindaci trevigiani
Una bella domenica di giugno, previsto sole per l’intera giornata, la famiglia non sta a pensarci su e tutti in auto si va a Jesolo, al mare. Asciugamani, frigo portatile, costumi, creme per la prima abbronzatura dell’anno, sdraio, ombrellone, libri e riviste da leggere sdraiati in riva al mare. Macchina piena all’inverosimile e bambini supereccitati. Si parte da Treviso e l’arrivo è previsto entro un’ora, al massimo un po’ di ritardo per il traffico intenso.
In realtà, la splendida domenica di sole naufraga dopo circa mezz’ora al semaforo di Meolo, quando la strada regionale 89 entra in contatto con la Triestina e il flusso di auto da Venezia. Quel semaforo è la vera croce della Treviso Mare e una criticità per la città di Meolo, divisa di fatto in due dalla strada. Se anche si riesce a superarlo senza lunghe attese poi nella serie di rotatorie fino a Caposile è l’ingorgo tragico delle domeniche di maggio, giugno e luglio, dei fine settimana al mare di tanti trevigiani e veneziani a cui si aggiungono i turisti del centro Europa.
Per la Regione Veneto una situazione oramai intollerabile che mette in seria difficoltà l’industria turistica del litorale jesolano. Tanto più che il 17 novembre sono stati affidati i lavori per realizzare il casello di Meolo sull’autostrada A4. Un casello che potrebbe portare 60mila auto a Meolo contro le attuali 15mila. Atteso da 40 anni ora la sua realizzazione è stata affidata all’impresa friulana “Vidoni”.
Il casello, che sarà pronto nel 2013, sarà realizzato con fondi delle Autovie venete, i cittadini non ci metteranno nulla. A pagarlo saranno gli utenti dell’autostrada, in particolare quelli del Passante di Mestre che a quanto pare stanno offrendo ampio margine di ricavi alla società di gestione.
“Non è un casello qualsiasi, quello che verrà costruito – ha detto Galan -. Sarà un grande svincolo in una delle autostrade più importanti, e porterà alle spiagge più amate del mondo: è come essere seduti sull’oro e dovrà essere gestito bene, tutelando il paesaggio soprattutto, perché vi transiteranno milioni di italiani e di stranieri”.
Il casello è il primo passo di un progetto per facilitare l’accesso alle spiagge del Veneto. In programma c’è anche il raddoppio della Treviso Mare, un raddoppio a 2 corsie per senso di marcia che comporterebbe anche la costruzione ex novo di un nuovo tratto Caposile-Jesolo parallelo all’attuale. Renato Chisso, assessore alle Politiche della mobilità e infrastrutture ha dichiarato di pubblico interesse la proposta di finanza di progetto per la progettazione, costruzione ed esercizio della superstrada a pedaggio denominata “Via del Mare: collegamento A4 – Jesolo e litorali”, presentata dall’Ati, Associazione temporanea d’impresa composta dalle società “Adria Infrastrutture spa”, “Strade del Mare spa” e dal consorzio “Via del Mare”. La proposta prevede la realizzazione di una superstrada a pedaggio, il cui tracciato si snoderà dal previsto nuovo casello autostradale di Meolo-Roncade, percorrendo del tutto o in parte la S.R. 89 “Treviso Mare”, per proseguire e terminare alla rotatoria “Frova”, alle porte di Jesolo Paese, per una lunghezza complessiva di 18,8 km. Il progetto costerà 194 milioni di euro a totale carico del proponente della finanza di progetto, quindi senza alcun contributo pubblico. Ci saranno due corsie di 3,75 m per senso di marcia separate da spartitraffico e 1,75 m di banchina per lato. Sei i caselli per l’accesso a partire da Meolo, mentre, per quanto riguarda il pedaggio, la proposta prevede l’esenzione per i residenti dei quattro comuni attraversati dalla superstrada, oltre a quelli di Fossalta di Piave, Eraclea e Cavallino, per gli altri è prevista l’applicazione di una tariffazione chilometrica pari a quella in vigore nel Passante di Mestre. “Con quest’opera – dice l’assessore Renato Chisso -, che si affianca ai lavori del primo stralcio della circonvallazione di Jesolo in corso di esecuzione, al secondo stralcio in fase di progettazione e già finanziato e alla sistemazione della rotatoria Picchi in corso di esecuzione, si conclude quello che è il vero accesso a Jesolo e al litorale di Cavallino-Treporti”.
I favorevoli: Benefici alla viabilità. Ma Meolo e Musile chiedono garanzie
Ha grandi speranze per il nuovo casello di Meolo il sindaco Michele Basso. Le dodici porte totali dimostrano che sarà un casello di primo piano, il fatto poi che metterà in comunicazione direttamente con le più belle spiagge del Veneto garantisce un flusso di più di 50mila autoveicoli. “Se andrà come a Noventa Padovana ci sarà una ricaduta positiva sulla nostra economia e ho ricevuto assicurazioni che la viabilità all’interno del mio comune potrà contare su importanti interventi di collegamento con il casello. Ad esempio un grande sottopasso unirà le due parti di Meolo, in particolare la frazione di Losson, oggi divise dalla Treviso Mare”.
I lavori per il casello dovrebbero partire entro i primi mesi del 2010 e la Regione si è anche impegnata per una rotatoria provvisoria fino alla costruzione del sottopasso per eliminare il semaforo all’altezza di Meolo sulla Treviso Mare. “Credo che sarà uno sviluppo ordinato quello che ci aspetta nei prossimi anni, un fatto importante per un paese come Meolo che era rimasto un po’ fermo ”. Contrario invece il sindaco Basso a una metropolitana di superficie le cui rotaie corrano a fianco della Treviso Mare. La proposta è stata avanzata da esponenti del Partito democratico per potersi collegare al progetto di strada rotabile sulla litoranea.
Gianluca Forcolin, sindaco di Musile di Piave su cui correrà la parte centrale della nuova Treviso Mare, un comune congestionato dal traffico ad ogni fine settimana di primavera ed estate, ha chiesto tutte le garanzie alla Regione. “Se non migliorasse la viabilità in ingresso a Jesolo, in particolare la circonvallazione e la rotatoria di via Picchi rischieremmo di scaricare il traffico sui comuni «a monte». Non sarà così perché l’assessore Chisso mi ha garantito che si stanno già realizzando tre arterie per entrare a Jesolo, una va direttamente al Cavallino l’altra a Cortellazzo e l’altra entra a Jesolo centro. Dunque lo sbocco per l’aumento del traffico ci sarà. Inoltre ho ottenuto una bretella per portare il traffico pesante direttamente dalla nostra zona industriale dentro alla futura autostrada, risollevando così il centro di Musile dal pericoloso traffico di camion e autoarticolati”.
Garanzie anche per il pedaggio che per i cittadini di Musile, come per gli altri comuni limitrofi all’autostrada, non ci sarà. “La Treviso Mare non modificherà poi il nostro territorio, dato che si tratta di un allargamento dell’attuale tracciato, in prospettiva, se verranno mantenute queste premesse, credo che questa strada diventerà una risorsa per il mio comune”.
I contrari: cresce da Silea a Roncade il fronte del no
L’assegnazione dei lavori per il nuovo casello di Meolo sulla A4 ha gettato benzina sul fuoco della polemica politica sulla realizzazione della nuova Treviso-Mare. Oltre al tratto Meolo-Jesolo, l’assessore Renato Chisso ha dichiarato che intende realizzare un collegamento diretto con il casello di Treviso sud, una bretella di circa 15 chilometri con due corsie per senso di marcia fino al nuovo casello di Meolo. Potrà essere autostrada o superstrada ma sembra certo che sarà a pagamento.
Contrapposte sul tema le opinioni di Leonardo Muraro, presidente della provincia di Treviso e del presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan. “La Treviso-Mare è già stata pagata dai cittadini – afferma Muraro -. E non vedo perchè dovrebbero continuare a pagare. Viene leso un loro diritto: valuterò se sia giuridicamente attuabile questo progetto”. “Io intanto la faccio – risponde Galan -, poi magari ne discuteremo”. Nei diversi comuni interessati dall’intero progetto della nuova Treviso-Mare i rappresentanti del Partito democratico si oppongono con ordini del giorno e raccolte di firme. Da Musile a Silea promuovono iniziative contestando soprattutto il pedaggio, i costi che vanno a gravare sui cittadini che utilizzano la strada per andare al lavoro o in vacanza.
Sul tratto, poi, Silea-Meolo, per ora non dichiarato di “pubblico interesse”, si mettono di traverso i due comuni principali Silea e Roncade. A Roncade il Comune ha promosso una raccolta firme contro il project financing, approvato dalla Regione Veneto, per l’autostrada a pagamento da Meolo a Jesolo, schierandosi anche contro la ventilata ipotesi del suo prolungamento da Roncade fino a Silea. “La Treviso Mare è nata come superstrada a scorrimento veloce, per decongestionare il traffico da e per il litorale Jesolano, e come struttura di collegamento e d’integrazione con il territorio che attraversa – chiarisce l’assessore Guido Geromel -. Non è pensabile ora, trasformarla in autostrada privata a pagamento, togliendo a cittadini e imprese un’indispensabile opera pubblica”. Per il sindaco Simonetta Rubinato il project financing deve servire a finanziare nuove opere pubbliche, non per sottrarre ad essi una viabilità pubblica già esistente.
“Per risolvere il problema degli albergatori jesolani si aprono problemi da altre parti – afferma il sindaco di Silea, Silvano Piazza -. Se non ci sono soldi pubblici, non si facciano queste operazioni il cui costo ricadrebbe direttamente sui cittadini. Io non riesco a vedere la necessità di un’autostrada dall’uscita Treviso Sud a Meolo e non sono neppure convinto che il tratto da Meolo a Jesolo risolva più problemi di quanti ne viene a creare. Ci sono problemi di sicurezza già oggi sulla Treviso-Mare, piena di intersezioni, risolviamo questi, prima di delegare al privato un’opera che sarà a pagamento per i cittadini”.
Mariano Montagnin
la Nuova di Venezia — 31 dicembre 2009 pagina 29 sezione: PROVINCIA
MEOLO. Via libera all’autostrada del mare. Ma prima che venga aperto il nuovo casello di Meolo, siano realizzate tutte le opere complementari: dagli interventi sul litorale per separare il traffico diretto a Cavallino da quello per Jesolo, alla sistemazione della viabilità a Musile e Millepertiche, fino alle numerose opere di mitigazione chieste a Meolo. E, nel frattempo, con la Regione sia avviato anche il confronto per il terzo ponte sul Piave. Viaggia sull’asse Musile-Meolo una prima proposta di mediazione sul discusso tema dell’autostrada del mare. A lanciarla, insieme, sono il sindaco di Musile, Gianluca Forcolin, e i rappresentanti della civica Meolo Europea, guidata dal consigliere Luciano Varsori. Che ieri si sono incontrati per presentare la proposta. «L’autostrada del mare è un’opera che serve soprattutto al litorale – spiega Forcolin – Non ci opponiamo ai privati, ma dobbiamo prima pensare a tutelare i nostri cittadini. Per questo chiediamo che ci sia un forte impegno da parte della Regione, nel realizzare tutte le infrastrutture complementari. Che è fondamentale siano preliminari all’ apertura del casello. In tal senso diventa importante la costruzione del terzo ponte sul Piave, sovracomunale, che potrebbe dare sfogo al traffico diretto verso il litorale est». Proposta condivisa da Meolo Europea. Varsori sottolinea la necessità di mettere in sicurezza via Vallio, senza aumentarne il carico di traffico e di «salvaguardare la possibilità di sviluppo per Meolo», che può contare sulla sola Treviso Mare. Propone la doppia soluzione sottopasso-rotatoria per l’incrocio con via Diaz. E ritorna l’idea di spostare l’inizio dell’autostrada all’altezza della Fossetta. – (Giovanni Monforte)
La conferenza dei capigruppo, convocata prima delle festività per l’ ”Illustrazione del Progetto Autostrada del Mare” da parte del Sindaco, dei tecnici della Regione e del Consorzio di Imprese realizzatrici, ha potuto osservare il tracciato del manufatto (senza entrare nel dettaglio) e conoscere il crono programma dei lavori (consegna per la metà del 2014).
Le Amministrazioni e i cittadini interessati potranno intervenire con le loro osservazioni solo dopo che il progetto verrà inserito nella Legge Obiettivo (presumibilmente entro gennaio 2010) e per i successivi 60 giorni.
Indicazioni tecniche di massima che di certo con hanno consentito ai capigruppo di entrare nel vivo delle questioni e di conoscere nel dettaglio quali criticità e quali vantaggi ne trarranno la località, le aziende, i cittadini residenti e gli operatori.
Si è parlato di controstrade, di effetto imbuto nella rotatoria Frova (in attesa del completamento della circonvallazione che fra qualche anno dovrebbe spingersi fino a Piazza Torino).
Si è detto di possibili sopraelevazioni sulla medesima rotatoria Frova per dividere il flusso veicolare diretto a Punta Sabbioni da quello intenzionato a raggiungere il litorale Jesolano di levante.
Si è precisato che le imprese proponenti sosterranno per intero la spesa di circa 200.000.000 di € con la postuma riscossione del pedaggio di circa 2 € a veicolo per 40 anni (dovranno essere almeno 1.250.000 i mezzi percorrenti la strada all’anno\stagione, esclusi quelli dei residenti nei comuni attraversati!).
Sosterranno le spese del pedaggio i cittadini degli altri comuni, che in questo modo pagheranno due volte la strada Treviso-Mare: per la sua prima costruzione, e per il suo raddoppio in Autostrada del Mare.
In territorio jesolano (da Santa Maria di Piave) la superstrada ripercorrerà l’attuale tracciato della Jesolo Caposile e sarà accompagnata da controstrade e dai sottopassi necessari per non isolare aziende e abitazioni.
La maggioranza e le altre opposizioni hanno sottoscritto “in fiducia” il tracciato intravisto e l’efficacia dell’opera. Noi vogliamo conoscere nel dettaglio vantaggi e disagi.
Jesolo ha bisogno di accogliere i suoi visitatori e ospiti con una adeguata viabilità in entrata ma anche con una efficace rete per la mobilità interna, nonché aree adibite a parcheggio (dove li troveranno gli automobilisti che sceglieranno di raggiungere la zona della Pineta?)
Poco si sono soffermati i relatori sui disagi che l’opera recherà alle località attraversate: l’effetto imbuto in rotatoria Frova, il maggiore traffico sulle vie comunali e su quelle minori dei paesi valicati, Jesolo compresa.
Da sempre riteniamo che la cosiddetta Superstrada del mare deve essere un investimento della Regione, un tracciato a servizio della gratuita circolazione del traffico locale e turistico.
La reclamano e la meritano Jesolo e le spiagge della costa veneziana che contribuiscono in percentuale sostanziale e sostanziosa alla Ricchezza del Veneto, almeno quanto le imprese che hanno avuto e hanno bisogno della grande viabilità Pedemontana e di quella Romea.
Ribadiamo che ai lavori di raddoppio della TV-Mare si dovranno accompagnare quelli paralleli per la realizzazione del tratto Meolo-Jesolo (e allungamento verso Eraclea e verso Punta Sabbioni) della metropolitana di superficie, il cui scalo scambiatore potrebbe trovare alloggio nell’area ex XSite, a pochi passi dalla nuova stazione del trasporto su gomma ATVO.
Non si può giudicare la bontà di un progetto ancor prima di conoscerlo e di poter fare le osservazioni migliorative.
E’ stata una valutazione e una decisione per partito preso, che non abbiamo condiviso.
Roberto Rugolotto
Il progetto delle “Vie del Mare” si inserisce in un quadro complesso che rivoluzionerà la viabilità del Veneto Orientale nel prossimo futuro.
Di esso si sta discutendo molto anche nei Comuni dell’entroterra, (Musile e Meolo in primis), nei quali impera il concetto che la “Via del Mare”, in fondo, servirà solo a Jesolo…
È pacifico, in realtà, che la domanda di spostamento/mobilità nella nostra zona non ha ricevuto, negli anni, risposte pari all’incremento dei volumi del traffico. Conseguentemente viviamo situazioni difficili date dall’intasamento delle arterie viarie, dall’aumento dell’inquinamento, dall’incremento dell’incidentalità ed è quindi necessario che si provveda affinché la rete viaria sia adeguata ai volumi di traffico, trovando alternative che separino la media e lunga percorrenza da quella breve e, la dove possibile, arricchire il nostro territorio di sistemi alternativi come quelli ciclabili.
In questo ampio disegno si collocano la prossima realizzazione della terza corsia sulla autostrada A4 (con la previsione addirittura della quarta) e del nuovo casello di Meolo, che andrà ad interessare direttamente l’asse della Treviso Mare.
Il progetto dell’Autostrada del mare va visto in questo quadro complessivo e, soprattutto, nella prospettiva del progressivo aumento dato anche dalla nuova connessione all’autostrada.
Data la cronica carenza della finanza pubblica, il sistema del Project Financing, col coinvolgimento dei privati nella realizzazione di opere pubbliche della portata dell’intervento in questione (circa 200 milioni di Euro) è la condizione essenziale affinché le opere di importanza strategica vengano realizzate.
Già nel corso dell’ultimo consiglio comunale a Musile abbiamo spiegato la rilevanza e l’utilità pubblica del progetto, alla luce dei dati sulle previsioni di traffico: sulla base dei dati raccolti nel 2005 è stato simulato un orizzonte temporale 2008 (quindi già superato), ipotizzando gli effetti sulla rete stradale interessata del progetto. Teniamo presente che la Treviso Mare risulta già sottodimensionata in relazione al traffico attuale, che va dai circa 11.000 veicoli al giorno nei mesi invernali, a punte di 25.000 nei fine settimana estivi.
In base ai rilievi della Provincia e della Regione, si ipotizza che nei mesi estivi il tratto di nuova viabilità tra Meolo e la SS 14, nel fine settimana, sarà impegnato da un carico veicolare stimato di oltre 24.000 e nei giorni feriali tra i 18.700 veicoli/24h.
Nei periodi di “morbida”, cioè tra il Novembre e Febbraio, il carico sull’asta nel fine settimana e nei giorni feriali tenderà ad oscillare tra i circa 10.000 e i 11.000 veicoli/24h. Complessivamente, il flusso veicolare (dato medio annuale) tenderà ad attestarsi tra i 13.600 veicoli/24h nei fine settimane e gli oltre 15.900 veicoli/24h nei giorni feriali.
L’incremento più evidente rispetto al traffico attuale, però, sarà concentrato sul tratto tra la SS 14 in prossimità del canale Fossetta e Caposile. In questo tratto l’asse, nei mesi estivi (Luglio e Agosto) sarà interessato da un carico veicolare compreso tra 32.500 veicoli/24h nei fine settimana, mentre nei giorni feriale il dato stimato si attesta a circa 24.000. Sulla terza asta (Caposile-circonvallazione di Jesolo) nei fine settimana estivi i carichi stimati ammonteranno a circa 48.000 veicoli/24h , con medie nei giorni feriali che si attesteranno a circa 33.600. Di converso, nei periodi di morbida, compresi tra il mese di Novembre e Febbraio, il carico sull’asta nel fine settimana e nei giorni feriali tenderà ad oscillare tra i 11.000 e i 12.500 veicoli/24h. Infine, il flusso veicolare medio oscillerà tra i 19.000 veicoli/24h dei giorni feriali 24.600 veicoli/24h nei fine settimane e nei giorni festivi.
Tutto questo per indicare che l’allargamento della Treviso Mare non può essere considerato una scelta, ma una vera e propri necessità. E’ evidente che il passaggio di un bene pubblico ai privati, col conseguente pedaggio a pagamento lungo quella che era una strada pubblica, rappresenta in linea generale un impoverimento della collettività, ma è anche vero che, senza l’intervento dei privati non riusciremmo ad avere una strada sufficiente verso il mare in tempi brevi.
In sostanza, non possiamo pensare alla privatizzazione della Treviso Mare come un’operazione fine a se stessa, ma come la soluzione dell’incremento del traffico verso il litorale che sarà conseguente all’apertura del casello autostradale di Meolo.
Potremmo dire, in altre parole, che metà del traffico autostradale che esce a Noventa tra un anno uscirà a Meolo e, senza il raddoppio della Treviso Mare finirebbe per intasare definitivamente le nostre già provate strade interne.
Non e neppure vero che, alla fine dell’Autostrada del mare, la viabilità di Jesolo costituirà comunque un “tappo” senza vie d’uscita: a Jesolo è in corso di completamento la circonvallazione nord: dalla rotonda Frova alla strada Eraclea-Jesolo e poi fino a Piazza Torino, quindi il sottopassaggio alla rotonda Picchi, che distinguerà i flussi di traffico verso il Cavallino da quelli diretti a Jesolo.
Il pedaggio gratuito per i residenti nei comuni attraversati dall’autostrada e la viabilità di supporto realizzata a carico degli investitori (a Musile, la nuova bretella di collegamento all’area artigianale) completa il quadro.
Se posso, in conclusione vorrei permettermi una battuta: la “bandiera” dei soggetti contrari all’istituzione di una strada a pagamento in luogo dell’esistente Treviso Mare libera e gratuita è che non è giusto privatizzare un bene pubblico.
Sarebbe molto meglio ampliare l’attuale strada, lasciandola senza pedaggio.
Perfetto: come non essere d’accordo?
Un mio compagno di scuola diceva che è meglio sposare una donna giovane, bella e ricca piuttosto che una brutta vecchia e povera…
E’ evidente, quindi, che sarebbe molto meglio trasformare l’attuale Treviso Mare in una strada pubblica a quattro corsie, ma tutto questo costa qualcosa come 200 milioni di euro, che nessun ente pubblico oggi ha a disposizione…
La “privatizzazione” della strada è, quindi, un male necessario, che dobbiamo impegnarci a rendere il meno “doloroso” possibile…
Alberto Teso
Assessore alla Viabilità del Comune di Musile di Piave
“Project financing”
Sarebbe facile dire che oggi si usa l’Inglese, come un tempo i legulei da strapazzo usavano il latino, per imbrogliare la povera gente.
Non è sicuramente il caso del sig. Teso, di cui sul blog si apprezzano i puntuali interventi.
Ma oggi “project financing” potrebbe essere tradotto più comprensibilmente così: io do un a cosa a te e tu dai una cosa a me.
Da una parte gli interessi puramente finanziari dell’attore impresario e dall’altra quelli più generali della comunità.
La legge che disciplina il ” progetto di finanza”è piuttosto recente ( l. 11/11/1998)
Di fatto è un escamotage che serve a dare un’impronta di credibilità e di nobiltà a una procedura che in pratica significa: privatizziamo ciò che è pubblico e deleghiamo a uno, ovvero a pochi, i compiti che dovrebbero essere di tutti e quindi dello Stato.
E il tutto, nella maggior parte dei casi, con grande discrezionalità e con pochissima trasparenza.
In effetti quello che sempre più velocemente sta avanzando è la rinuncia dello Stato a svolgere alcune di quelle funzioni che da sempre erano o dovrebbero essere di sua esclusiva competenza, in quanto costituenti la sua ragione d’essere.
Fin dai tempi dell’antica Roma, ma anche prima, le strade erano competenza dello Stato. Al pari della difesa dal nemico, della sicurezza interna e dell’amministrazione della giustizia.
Il progredire della civiltà attribuiva allo Stato sempre maggiori compiti. Dall’istruzione, alla tutela della salute, alla difesa dei beni ambientali, artistici, culturali fino alla sicurezza sociale e così via, con sempre maggiori competenze e incombenze.
Sarebbe facile dimostrare che solo negli anni più bui del Medio Evo e fino alle soglie dell’800, prevalsero i particolarismi e la gestione privata di tutto ciò che riguardava la comunità.Stendendo un velo pietoso su quello che tutto ciò ha comportato.
Il sig. Teso è libero di vedere il “project financing” come crede, (del resto è in buona compagnia). Io lo vedo come un’abdicazione dello Stato agli interessi del privato.
Non vedo perchè non dovrebbe essere possibile allo Stato, ciò che è di normale praticabilità da parte di un privato.
Ognuno di noi, ma ancor più un pubblico amministratore, dovrebbe sentirsi sminuito nelle sue facoltà e capacità se si vedesse deprivato delle sue prerogative di programmatore, di investitore e di costruttore.Che sono poi le capacità imprenditoriali che caratterizzano il buon Governo. Là dove funziona.
Ma per scendere nel particolare e per rimanere nella sua metafora, perchè dovremmo sempre essere noi poveri cittadini dell’estrema periferia dell’ Impero a sposare le donne brutte, lasciando le belle e ricche a chi ha più Santi in Paradiso?
Se non erro, il sig. Teso lavora a fianco di un Sindaco che rappresenta la nostra negletta periferia in quel di Roma.
E non solo. La sua parte ha ormai da lunghi anni larghi e consolidati poteri in Regione e ora anche in Provincia.
Ma le strade, le sue e le nostre, sono rimaste quelle di 60 anni fa.
Il nostro Ospedale langue. I servizi pubblici sono pressochè inesistenti. E potrei continuare, elencando una ad una le carenze e le assenze dello Stato, nella nostra realtà quotidiana.
E tutto questo in un territorio che con la sua operosità frutta allo Stato centinaia di milioni di entrate tributarie.
E’ fin troppo facile predicare l’autonomia, il federalismo, gridare a Roma ladrona e poi tacere di fronte all’assenza cronica dello Stato, della Regione e della Provicia e giustificare il tutto dicendo: non c’è una lira.
Sante Vianello
P.S. per le altre argomentazioni: aumento del traffico in seguito all’apertura del casello di Meolo, eliminazione del “tappo” alla rotonda Frova, tangenziale est e sottopasso del Picchi, mi permetto, con molto rispetto di dissentire.
Ma sarebbe troppo lungo e noioso approfondire in questa sede. Riserviamoci, se lo desidera, di riprendere l’argomento più avanti.
Purtroppo l’incapacità dello Stato di realizzare in un’ottica di economicità interventi di interesse pubblico è ormai conclamata.
La machina statale, da noi più che in altri paesi, è stata per troppi anni considerata esclusivamente una sorta di “diligenza”, cui dare l’assalto con tutti i mezzi disponibili ed immaginabili, senza alcun riguardo per l’interesse generale che dovrebbe, invece, sovrintendere ad ogni scelta dell’Ente Pubblico: lo dimostrano le centinaia di migliaia assunzioni immotivate nella pubblica amministrazione, le prebende e regalie periodiche ai dipendenti pubblici, le aziende del “parastato” decotte e tenute in piedi per anni col sacrificio di tutti e per il guadagno di pochi (Alitalia ne era l’esempio più eclatante)…
Lo Stato, a causa soprattutto di questa gestione fallimentare pluridecennale, di cui destra e sinistra sono corresponsabili (anche se non in egual misura…), non è assolutamente in grado di comportarsi da imprenditore e, quindi, non può compiere in tempi contenuti e nell’ottica del risultato migliore al prezzo più conveniente (che, invece, è il motore dell’impresa privata) quegli interventi di pubblico interesse che premono alla collettività.
E questo, intendiamoci, è una vergognosa sconfitta: forse il più grave fallimento dello stato centrale dal suo concepimento e, probabilmente, persino più grave dell’involuzione antidemocratica di cui la concezione di Stato moderno può soffrire, perché da questa si può uscire, con una rivoluzione più o meno incruenta che ristabilisca l’ordine democratico e liberale, mentre dalla degenerazione della macchina amministrativa non si esce, se non con la soppressione della stessa (e, anche qui, Alitalia potrebbe esserne un esempio: l’azienda si salverà solo se sarà gestita con piglio manageriale, con l’abbandono definitivo del precedente modus operandi sindacal-pubblicistico).
Se un dipendente pubblico costa quasi il doppio di un dipendente privato; se “soffre” mediamente di 32 giorni di malattia all’anno contro gli 8 di un lavoratore di un’impresa privata; se per ogni lavoratore ci sono due “dirigenti”; se il controllo disciplinare praticamente non esiste, se produttività e meritocrazia sono concetti del tutto sconosciuti, se la dedizione all’incarico ricevuto è rimesso alla semplice buona volontà individuale, allora è evidente che l’impresa-Stato non è assolutamente in grado di competere con l’impresa privata.
E siccome un intervento pubblico deve essere pagato con i soldi della collettività, ossia di tutti noi, è evidente che il perseguimento dell’economicità dell’intervento medesimo deve essere lo scopo primo del committente, che in questo caso è lo Stato.
Se lo Stato non è in grado di realizzare questo obiettivo primario, neppure tramite l’appalto delle opere pubbliche, atteso che il malfunzionamento della macchina pubblica si trasmette (come un’infenzione…) tramite la gara, allora deve inevitabilmente lasciare il posto ai privati.
E lo dico con grande rammarico, da liberale ma non liberista: credo fermamente che l’intervento dello Stato nei settori di interesse generale e nazionale sia condizione prima per garantire l’uguaglianza di cui all’art. 3 della nostra costituzione.
I servizi pubblici gestiti integralmente dai privati sono, lo ribadisco, il segno più evidente del fallimento dello Stato post-capitalista.
Ma questo è, purtroppo, un dato di fatto: se lo Stato vuole realizzare un’opera od un servizio nel minor tempo possibile e col miglior rapporto costi/qualità, deve abdicare al privato.
Abbiamo due esempi eclatanti proprio nel sandonatese: uno è il ponte Granatieri di Sardegna, che è costato una cifra spropositata ed ha richiesto 12 anni per essere terminato; l’altro è il nuovo Tribunale, realizzato in soli sedici mesi…
Lo sapevano anche gli antichi romani, il cui apparato amministrativo ha retto efficacemente per secoli, anche dopo la caduta di Roma: per la riscossione delle tasse si affidavano alla Società di Pubblicani , che anticipavano alle casse dell’Erario il gettito totale previsto e si occupavano, poi, di procedere materialmente all’incasso, comprensivo della propria “commissione”.
La “finanza di progetto” (per evitare termini esterofili…) è, spesso, l’unico sistema per realizzare determinati progetti: quello che deve essere certamente verificato sono le condizioni economiche del project e, soprattutto, quelle dei subappalti che si sviluppano all’interno di esso.
Ma non buttiamo il bambino assieme all’acqua sporca…
alberto teso
Un’autostrada galleggiante sulla laguna, tra Tessera e Treporti. Un collegamento diretto di 5 chilometri, una soluzione assolutamente innovativa, suggerita dall’emergenza-traffico, realizzabile in tempi brevi. È stata questa la proposta più azzardata lanciata nel convegno tenutosi ieri mattina al Centro Comunale Polivalente in Ca’ Savio. Un incontro sulla viabilità extraurbana per Cavallino-Treporti, Comune-terminal del Veneto Orientale per Venezia, dotato di una spiaggia da 6 milioni di presenze a stagione. L’iniziativa, definita programmaticamente “Al bivio dell’ultimo miglio”, è dell’ associazione locale “Asi” per lo sviluppo imprenditoriale, allargato a tutte le forze produttive e di servizio.
Il progetto di una strada galleggiante è della multinazionale “Sistema Walcon”, partecipata da “Sviluppo Italia”, finanziaria del ministero del Tesoro.
«Siamo in grado, nel giro di pochi mesi – ha dichiarato il presidente della “Sistema Walcon”, Pietro Pizzardi – di realizzare un’autostrada galleggiante, chiavi in mano, che con elementi prefrabbricati, anche in loco, potrebbe consentire il traffico veicolareattraverso la laguna di Venezia, da Tessera a Treporti. Un’autostrada a pedaggio che potrebbe essere finanziata anche solo con 5 euro per vettura transitata, nel giro di cinque anni». Ipotesi affascinante e per certi versi provocatoria, che ieri mattina è stata accompagnata dalla presentazione di altri progetti per alleggerire dalla morsa dal traffico il litorale.
Come la costruzione di un sottopasso alla rotatoria Bertazzoli (Picchi) che dirotti su Cavallino gran parte del traffico veicolare, la cessione della provinciale Fausta (dorsale del territorio di Cavallino-Treporti) alla società “Veneto Strade” per un sicuro finanziamento degli interventi di ricomposizione, e come l’appalto alla cordata imprenditoriale alla quale saranno affidati i lavori per la nuova “Autostrada del Mare: Meolo-Jesolo” anche del potenziamento di via Roma Destra in modo da avvicinare l’“Ultimo Miglio”, al ponte sulla Piave Vecchia, che immette al territorio di Cavallino-Treporti.
Tutte queste ipotesi hanno avuto il favore del folto pubblico che gremiva la sala e portano la rispettiva firma del sindaco di Jesolo, Francesco Calzavara, del vice presidente della Provincia di Venezia, Mario Dalla Tor, e dell’assessore ai trasporti della Regione Veneto, Renato Chisso.
Un progetto è certo la realizzazione dell’“Autostrada del Mare Meolo-Jesolo”, che sembra termini il suo percorso alla rotatoria Bertazzoli (Picchi), come si diceva, i cui lavori dureranno due anni e dovrebbe essere agibile fra tre. Erminio Vanin (nella foto) e Roberta Nesto, sindaco e vice sindaco di Cavallino-Treporti, hanno evidenziato come il progetto del nuovo Piano di Assetto Territoriale (Pat), dia precise indicazioni di soluzione dei nodi viari più complessi per la viabilità del teritorio.
Egidio Bergamo
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AUTOSTRADA A4 VENEZIA – TRIESTE.
AMPLIAMENTO DELLA SEDE AUTOSTRADALE CON LA REALIZZAZIONE
DELLA TERZA CORSIA.
LOTTO QUARTO D’ALTINO – SAN DONÀ DI PIAVE
DA PROGR. KM 10 + 950,00 A PROGR. KM 29 + 500,00.
RELAZIONE ISTRUTTORIA – OSSERVAZIONI
PREMESSA
Il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (C.I.P.E.), con Delibera n° 121 d.d. 21.12.2001, ha approvato il “Primo programma delle opere strategiche” di cui alla legge n° 443/2001, cosiddetta “legge obiettivo”.
In esso, alla voce “Sistemi stradali e autostradali”, è compreso il “Complemento del corridoio stradale n° 5”, del quale fa parte integrante l’ampliamento dell’asse autostradale A4 tramite la realizzazione della terza corsia.
La Società Autovie Venete s.p.a. ha predisposto in data 28.02.2003 il Progetto preliminare relativo all’adeguamento a terza corsia dell’autostrada A4 da Quarto d’Altino (VE) a Villesse (GO)., progetto approvato dal C.I.P.E. con Deliberazione n° 13 del 18.03.2005.
L’approvazione è stata accompagnata da una serie di prescrizioni da recepire nel progetto definitivo o da attuare in fase di cantiere (Parte Prima del documento allegato alla Deliberazione C.I.P.E. n° 13/2005) e da alcune raccomandazioni (Parte Seconda del medesimo allegato).
Autovie Venete S.p.A ha quindi proceduto ad avviare nel corso del secondo semestre dell’anno 2006, lo sviluppo della progettazione definitiva della terza corsia dell’autostrada A4 fra le progressive Km 10 + 950.00 e Km 29 + 500.00 tratto QUARTO D’ALTINO – SAN DONÀ DI PIAVE, per un’estesa complessiva di circa 19.5 chilometri, al fine di sottoporlo all’approvazione del C.I.P.E., per indire il relativo appalto integrato delle opere.
La Regione Veneto, con Delibera di Giunta Regionale del 18 giugno 2004, n. 1740, anche sulla scorta del parere n. 82 reso dalla Commissione regionale VIA il 14 dello stesso mese, ha espresso parere favorevole al rilascio dell’attestazione di compatibilità ambientale sul progetto subordinatamente agli approfondimenti ed integrazioni indicati nella delibera stessa e con successiva deliberazione di n. 3378 del 29.10.2004, dopo aver consultato i Comuni e le Province interessate, esprimeva parere favorevole al progetto di realizzazione della terza corsia con una serie di prescrizioni e raccomandazioni da recepire nel progetto definitivo.
In esito all’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 05.09.2008, è stato nominato un “Commissario delegato per l’emergenza determinatasi nel settore del traffico e della mobilità nell’area interessata dalla realizzazione della terza corsia del tratto della Autostrada A4 tra Quarto d’Altino e Villesse nonché dell’adeguamento a sezione autostradale del raccordo Villesse – Gorizia”, il quale, avvalendosi del supporto tecnico di Autovie Venete S.p.A., si sostituirà al C.I.P.E. per tutte le fasi approvative dei vari progetti della terza corsia autostradale, divenendo Soggetto aggiudicatore dei lavori stessi.
In particolare spetterà al Commissario delegato, a valle delle osservazioni formulate dagli interessati, della Conferenza dei servizi convocata per acquisire intese, pareri e nulla-osta sull’intervento e dell’istruttoria sul progetto condotta, approvare il progetto definitivo, dichiarando la Pubblica utilità dell’opera.
In data 9.01.2009 si è tenuta la Conferenza dei Servizi per quanto riguarda il primo lotto QUARTO D’ALTINO – SAN DONÀ DI PIAVE. Tale conferenza dei servizi si chiuderà in 08.02.2009 data entro cui dovranno pervenire tutte le osservazioni e per il quale la Provincia di Venezia svolgerà una attività di coordinamento
DESCRIZIONE INTERVENTO
Il progetto di ampliamento prevede i seguenti interventi:
a) Adeguamento sezioni tipo
La sezione tipo dello stato di fatto è costituita da un margine interno di larghezza pari a 3,00 m. con spartitraffico centrale bifilare1, da due carreggiate a due corsie da m. 3,75 affiancate da due corsie di emergenza da m. 2,50 ciascuna, con una larghezza complessiva della piattaforma stradale pari a 23,00 m.; la sezione è completata da due arginelli in terra da m. 0,50 ciascuno.
Il progetto prevede l’adeguamento alla categoria A (Autostrade in ambito extraurbano) con la soluzione a 3+3 corsie di marcia, con allargamento simmetrico rispetto all’asse esistente; la sezione tipo in rilevato è costituita da:
un margine interno di 4,00 m., composto da uno spartitraffico centrale di 2,60 m.,delimitato da una doppia barriera del tipo new jersey in calcestruzzo con interposta una siepe antiabbagliamento, e da due banchine di larghezza pari a 0,70 m.,
3 corsie per carreggiata di larghezza pari a 3,75 m. riservate a marcia lenta, marcia veloce e sorpasso;
corsia di emergenza di larghezza pari a 3,00 m.
La larghezza complessiva della piattaforma stradale risulta quindi pari a 32,50 m.
In corrispondenza alle rampe di approccio al ponte sul fiume Piave, la larghezza dello spartitraffico centrale varia da 2,60 m. a 19,00 m.
La sezione è completata da un elemento marginale esterno di larghezza complessiva pari a 2,50 m., costituito da una fascia di larghezza pari a 1,10 m. in cui è posizionato il dispositivo di ritenuta, da un canale grigliato per la raccolta delle acque dalla piattaforma stradale e da un’ulteriore fascia in cui si prevede la posa in opera dell’eventuale barriera antirumore.
Sulle opere d’arte maggiori (sottopassi e ponti) la configurazione degli elementi della piattaforma stradale è identica a quella in rilevato.
b) Sistemazione svincolo di San Donà di Piave – Noventa di Piave
Lo svincolo autostradale esistente è del tipo cosiddetto a trombetta con cappio posto sul lato nord dell’autostrada.
Il nuovo svincolo risulta spostato verso est, (traslazione della pista bidirezionale di circa 18 m.). Le piste di svincolo monodirezionali sono caratterizzate da una larghezza di 6.50 m, suddivise in una corsia di marcia da 3.75 m, affiancate in destra da una banchina di 1.75 m ed in sinistra da una banchina di 1.0 m.
Il sovrappasso autostradale ha una luce che consente il futuro ampliamento dell’autostrada A4 con la quarta corsia sempre di larghezza 3.75 m garantendo comunque uno spazio di deformazione per la barriera di sicurezza superiore a 2.0 m.
E’ previsto l’allargamento in destra del piazzale di stazione attuale per una fascia di circa 16 m e in sinistra di un paio di metri, per una lunghezza complessiva di quasi 180 m ed una larghezza finale in corrispondenza dei varchi di esazione di 70 m.
c) Opere d’arte
Fra le opere in linea le opere di importanza maggiore risultano i due ponti per l’attraversamento dei fiumi Sile e Piave.
In particolare per l’attraversamento del Fiume Piave il progetto prevede la realizzazione di due nuovi ponti, uno per senso di marcia, di cui uno sarà realizzato in affiancamento all’esistente, mentre l’altro sarà costruito sulla sede dell’attuale ponte. Dal punto di vista geometrico, la variante dell’asse autostradale nel tratto interessato all’attraversamento del fiume Piave prevede per le due carreggiate due tracciati distinti “fuori sede” pari a circa 3 chilometri per entrambe le carreggiate.
Del gruppo fanno comunque parte anche i ponti per l’attraversamento dei fiumi Musestre, Vallio e Meolo, nonché i quattro sottopassi relativi alla S.P. n° 41 “Quarto d’Altino – Portegrandi”, alla S.C. “Quarto d’Altino – La Costa” o “Via Treponti”, alla S.C. “Roncade – Meolo” o “Via Vallio”, alla S.P. n° 83 “San Donà di Piave – Noventa di Piave”.
Le opere di attraversamento con cavalcavia (sovrappassi) sono nove, otto delle quali necessarie al superamento del nastro autostradale da parte della viabilità ordinaria; la restante opera consente di scavalcare l’autostrada da parte della carreggiata bidirezionale dello svincolo di San Donà di Piave – Noventa di Piave.
Con la medesima tipologia, viene previsto il cavalcavia per la bidirezionale del nuovo svincolo di Meolo.
OSSERVAZIONI
Provincia di Venezia
- Osservazioni generali: si confermano, come parte integrante della presente, le prescrizioni e raccomandazioni di cui alla Deliberazione dal C.I.P.E. n° 13 del 18.03.2005 di approvazione del progetto preliminare relativo all’adeguamento a terza corsia dell’autostrada A4 da Quarto d’Altino (VE) a Villesse (GO), e le prescrizioni e raccomandazioni approvate dalla Giunta Regionale del Veneto con delibera n.3378 del 29.10.2004 in esito alle osservazioni delle Amministrazioni comunali e provinciali competenti verbalizzate dalla Regione Veneto in data 05.07.2004 e 15.07.2004, ad esclusione della prescrizione del Comune di Meolo relativa alla pista ciclabile da affiancare alla SR 89 non più attuabile per la diversa soluzione del nodo viario tra la SR 89 e via Castelletto e pertanto con la necessità di valutare una diversa soluzione da concordare con il Comune di Meolo.
Rimangono inoltre da risolvere inoltre le seguenti problematiche da risolvere:
• eventuali interferenze con la futura “Via del mare: collegamento A4 – Jesolo e litorali” proposta di finanza di progetto di cui alla DGR n.1228 del 08.05.2007;
• adeguamento del protocollo d’intesa del 23.12.2003 relativo al nuovo casello di Meolo ed adeguamenti lungo la SR 89. sottoscritto tra Regione Veneto, Provincia di Treviso, Provincia di Venezia, Comune di Meolo, Comune di Roncade, Comune di Monostier, Autovie Venete S.p.A. e Veneto Strade S.p.A.;
- Interferenze: si confermano le interferenze con la viabilità provinciale seguente:
Sottopasso SP 41 – Opera n.36;
Sovrappasso SP 50 – Opera n.90;
Sottopasso SP 83 – Opera n.96;
Sovrappasso SP 55 – Opera n.100.
In merito ai due sottopassi delle SP 41 e SP 83 si segnala la necessità di valutare soluzioni che prevedano il mantenimento della viabilità esistente, inoltre per la SP 83 si chiede di provvedere ad un ampliamento della sede stradale necessaria per l’affiancamento di idoneo percorso ciclopedonale come previsto per la SP 41. A riguardo si sottolinea che con l’originaria realizzazione dell’autostrada A4 Venezia-Trieste si era di fatto impedito alla nostra Amministrazione ogni possibile ampliamento nel tratto in cui l’autostrada stessa aveva scavalcato l’allora strada provinciale.
In merito ad eventuali occupazioni delle aree o demanio di proprietà provinciale si invita a contattare l’ufficio Concessioni per il rilascio delle relative concessioni.
Per quanto riguarda eventuali chiusure delle strade provinciali sono subordinate alla previa predisposizione di viabilità alternativa e/o deviazioni che dovranno essere concordate ed autorizzate dal nostro Ente con oneri a Vostro carico.
- Collegamento tra la S.P. 50 e la S.P. 83 in Comune di Fossalta di Piave e in Comune di Noventa di Piave: si chiede di prevedere nella realizzazione del nuovo ponte sul fiume Piave un ampliamento dell’impalcato dello stesso al fine di garantire il collegamento viario tra le SP 50 e SP 83. Tale richiesta è condivisa dai Comuni di Fossalta e Noventa di Piave territorialmente competenti, ed è assolutamente strategica per la funzionalità della rete viaria provinciale oltre che ad assolvere a valida alternativa all’itinerario autostradale.
- Espropri: si chiede che Regione Veneto, Commissario Straordinario si attivino per la definizione di un protocollo d’intesa con le associazioni degli agricoltori che definisca i criteri e le valutazioni economiche relative agli espropri delle varie tipologie di aree e fabbricati pubblici o privati sull’esempio di analoghe procedure effettuate per la realizzazione del “passante di Mestre”.
- Casello di Meolo: si ravvisa la necessità di garantire quanto era stabilito dall’accordo del 23.12.2003 e sottoscritto tra Regione Veneto, Provincia di Treviso, Provincia di Venezia, Comune di Meolo, Comune di Roncade, Comune di Monostier, Autovie Venete S.p.A. e Veneto Strade S.p.A. anche attraverso una contestuale integrazione del medesimo al fine di garantire gli impegni economici e le finalità di miglioramento della viabilità attinente alla SR 89 “Treviso – mare”.
- Mitigazione ambientale: al fine di limitare l’impatto sui centri abitati attraversati dall’autostrada si chiede di prevedere la realizzazioni di opere di mitigazione ambientale, quali barriere fonoassorbenti, barriere verdi antirumore, fasce verdi con dune di protezione, ect.
Comune di Quarto d’Altino
- Sistemazione aree ex casello di Quarto d’Altino: si chiede di modificare le previsioni progettuale, concordando una soluzione che, anche attraverso la dismissione delle aree non più funzionali all’esercizio autostradale, preveda una soluzione rispondente al contesto insediativo esistente e di prevista realizzazione;
- Raccordi con viabilità esistente: considerato l’importanza dello snodo di Quarto d’Altino in relazione alla funzione di raccordo tra la viabilità comunale e provinciale esistente, si chiede la realizzazione di una rotatoria di raccordo tra la SP41 “Casale sul Sile – Portegrandi” e la viabilità comunale prevista dalla pianificazione comunale;
Si ritiene necessaria altresì la realizzazione di adeguati tunnel per il collegamento delle piste ciclabili esistenti e di futura realizzazione, in corrispondenza dei sottopassi
- Ridefinizione viabilità di raccordo con il comune di Roncade: si chiede di individuare una nuova viabilità di collegamento con la Provincia di Treviso e il Comune di Roncade che preveda la realizzazione di una nuova viabilità esterna al centro urbano di Quarto d’Altino con un nuovo ponte sul Sile che potrebbe essere collocata a ridosso della direttrice autostradale come concordato con gli Enti della zona nella Conferenza dei Servizi de 29.08.2007.
Si chiede che la viabilità di servizio parallela all’autostrada prevista nel progetto possa essere utilizzata ai fini della viabilità pubblica, anche con l’eventuale concorso economico dei comuni territorialmente interessati.
Comune di Meolo
Le osservazioni del Comune di Meolo hanno come punto di partenza il Protocollo d’Intesa del 23/12/03 e sottoscritto tra Regione Veneto, Provincia di Treviso, Provincia di Venezia, Comune di Meolo, Comune di Roncade, Comune di Monostier, Autovie Venete S.p.A. e Veneto Strade S.p.A. per la realizzazione del nuovo casello autostradale di Meolo Roncade. e dalle richieste ed osservazioni presentate in sede di esame dei progetti preliminari del nuovo casello di Meolo e per la realizzazione della III°corsia:
- Rotatoria tra SR 89 e via Castelletto: si chiede di realizzare un sottopasso in alternativa alla rotatoria. Tale soluzione permetterà al maggior numero di veicoli in transito sulla SR 89 di non rallentare in corrispondenza dell’ eventuale rotatoria. Questa soluzione consente inoltre il collegamento ciclopedonale sull’area di via Castelletto a nord della SR 89. La soluzione rotatoria risulta inoltre incongruente con la predisposizione del sovrappasso sulla rotatoria di collegamento tra il casello e la SR 89 che dovrebbe allora essere prevista anche su tutte le rotatorie. La soluzione sottopasso era inoltre stata recepita dal Protocollo d’Intesa del 23/12/03 sopra richiamato.
- Eliminazione incrocio a raso con impianto semaforico tra SR 89 e via A. Diaz: per le stesse motivazioni predette si chiede la realizzazione del sottopasso. Si rammenta che tale soluzione, già prevista dal Protocollo d’Intesa del 23/12/03, era stata stralciata dagli interventi di adeguamento della viabilità ordinaria da realizzare da Autovie Venete ed era stata demandata a Veneto Strade che a quanto risulta sta ancora attendendo l’autorizzazione per utilizzare i fondi accantonati per tale opera.
- Realizzazione collegamento ciclopedonale tra abitato di Meolo e Zona Industriale: si chiede il ripristino, solo ciclopedonale, del vecchio percorso della via Cà Corner, abbandonato dalla realizzazione dell’A4, sotto passando l’autostrada e la SR 89. Il vecchio sedime è tutt’ora di proprietà comunale. Altre soluzioni sono possibili con l’esclusione di quella in progetto che collega solo un lato della Z.I.
- Sottopasso di via Vallio: si chiede che la barriera fonoassorbente prevista, sia prolungata oltre le abitazioni esistenti in direzione Quarto d’Altino. L’imbocco della stradina sostitutiva dell’esistente deve essere adeguato al fine di consentire un agevole accesso. La pista ciclabile deve essere prolungata fino all’imbocco della predetta stradina.
Si chiede inoltre la messa in sicurezza di tutta via Vallio, dal sottopasso all’incrocio con via Riviera XXVIII giugno, con la realizzazione di pista ciclabile e adeguamento della carreggiata stradale.
- Casello – Collegamento rotatoria SR 89 nuova zona industriale: si chiede che la bretella di collegamento alla nuova ZI di Meolo sia prolungata fino al confine con il comune di Roncade. Si chiede altresì la realizzazione del collegamento della ZI visto che l’esistente incrocio a raso viene eliminato. Tale soluzione era già prevista dal Protocollo d’Intesa del 23/12/03 anche se a carico dei comuni di Meolo e Roncade che avrebbero dovuto contribuire con 125.000€ cadauno.
- Opere idrauliche: lo studio di compatibilità idraulica eseguito in sede di predisposizione del Piano di Assetto del Territorio del Comune di Meolo ha messo in evidenza alcune criticità idrauliche destinate ad aumentare con la realizzazione delle opere di ampliamento della sede autostradale e del nuovo casello. Il progetto casello-III° corsia autostradale prevede l’ampliamento del tombino di attraversamento dell’autostrada Rossi-Peruffo, la ricalibratura del colatore Rossi Peruffo e la costruzione di un nuovo sifone sottopassante il Meolo a fianco di quello esistente. Il nuovo sifone aumenterebbe la capacità di deflusso verso valle del Colatore delle Prese di tre/cinque volte. Poiché viene conservato anche il vecchio sifone, la capacità di deflusso verso valle aumenta moltissimo rispetto all’attuale, mentre il corpo idrico ricettore conserva le stesse dimensioni.
Si chiede pertanto:
• la chiusura del vecchio sifone ma (gia effettuata dal Consorzio di Bonifica competente per territorio);
• l’eliminazione o mantenimento del vecchio sifone sottopassante il Meolo per soli finii manutentivi od in alternativa realizzazione di manufatti di chiusura/regolazione in modo da limitare la capacità di deflusso verso valle, quando necessario;
• la realizzazione, a monte dei fossi Rossi-Peruffo e Meoletto di bacini di laminazione di maggiore capacità;
• l’utilizzazione come bacini d’invaso delle aree intercluse a sud e delle aree ricomprese nelle rotatorie a nord del rilevato autostradale;
• il Monitoraggio del sistema di disoleazione depurazione delle acque di dilavamento con pianificazione delle attività di manutenzione e smaltimento dei fanghi e altri elementi di risulta dei processi di depurazione;
• un Presidio di osservazione sul regime idraulico della rete interessata al fine di verificare l’efficacia delle misure adottate e gli eventuali interventi in caso di insorgenza di situazioni di rischio per l’abitato di Meolo.
Comune di Fossalta di Pieve
- Barriere Fonoassorbenti: si chiede di prevedere l’installazione delle barriere fonoassorbenti anche nel tratto compreso tra la progr. 14+576 e la progr. 15+046 in corrispondenza di un consistente gruppo di abitazioni piuttosto vicine alla sede autostradale e in corrispondenza dei bacini di lagunaggio previsti ne progetto in quanto si ritiene che attraverso tali varchi il rumore possa raggiungere le abitazioni.
- Nuovo sovrappasso sulla Strada Provinciale n. 50 Fossalta di Piave – Zenson di Piave (opera n. 90): si chiede, l’allargamento della sezione stradale del cavalcavia e delle rampe in modo da consentire il ricavo della pista ciclopedonale in sede protetta;
- Nuovo sottopasso tra le strade comunali via A. Diaz e via A. De Gasperi: con la realizzazione dell’autostrada è stata interrotta la viabilità comunale che costituiva, per i residenti in via A. Diaz, il naturale collegamento verso il centro del abitato. Unica via di unione tra le due parti del Comune rimaste divise, è la S.P. n. 50, ciò costringe i cittadini che hanno la necessità di raggiungere la zona centrale del paese e i relativi servizi pubblici a percorrere la S.P. n. 50 (Argine di San Marco). Si chiede pertanto, di ripristinare l’originario collegamento tra le strade comunali via A. Diaz e via A. De Gasperi mediante un sottopasso carrabile, che riduca gli effetti negativi e i disagi determinati dalla presenza dell’autostrada;
- Spostamento strade comunali affiancate all’autostrada A4: considerato che l’allargamento dell’autostrada comporterà lo spostamento delle strade comunali che attualmente la fiancheggiano, si chiede che nel realizzare i nuovi tratti di strada, le dimensioni della piattaforma stradale vengano adeguate alle attuali norme che regolano la costruzione delle strade.
Si chiede altresì il ripristino dei fossi e dei manufatti di scarico delle acque meteoriche adiacenti alla viabilità comunale;
- Collegamento tra la S.P. 50 e la S.P. 83 in Comune di Fossalta di Piave e in Comune di Noventa di Piave in linea con le previsioni del PTCP, adottato dalla Provincia di Venezia con deliberazione Consiliare n. 2008/104 del 05/12/2008, si ravvisa l’opportunità di mantenere l’attuale ponte autostradale sul fiume Piave a servizio della viabilità esterna all’autostrada. Qualora ciò non risultasse possibile, per le note motivazioni, si potrebbero comunque realizzare delle corsie aggiuntive sul nuovo ponte ottenendo analogo risultato. Naturalmente, per quanto riguarda questa Amm.ne Comunale, qualsiasi soluzione riguardante i collegamenti esterni all’autostrada rimane subordinata alla contestuale realizzazione di una viabilità di collegamento, che non potrà certamente essere quella indicata nel suddetto PTCP, prevista a ridosso del centro urbano e alle nuove aree di espansione residenziale e quindi decisamente penalizzante per il nostro territorio;
- Canale di raccolta delle acque meteoriche: a margine della piattaforma autostradale è prevista la realizzazione di un canale di raccolta delle acque meteoriche, che mediante opportuni manufatti di modesta entità potrebbe essere utilizzato anche per l’irrigazione. Si chiede pertanto, previa verifica della compatibilità ambientale, di prevedere la realizzazione, lungo i nuovi fossi laterali all’autostrada, di opere idonee a consentire il controllo del regime delle acque sia per lo sgrondo, sia per l’irrigazione dei terreni agricoli;
- Allargamento varco argine San Marco verifica compatibilità idraulica: chiede se in sede di verifica della compatibilità idraulica, sia stato adeguatamente valutato che la demolizione dell’argine di San Marco, avvenuta all’epoca della costruzione dell’autostrada, ha creato un varco verso il centro urbano di Fossalta per le acque di piena in caso di esondazione del fiume Piave. Varco che viene ulteriormente allargato con la costruzione della terza corsia;
Comune di Noventa di Piave
- Casello autostradale: si chiede venga valutata l’opportunità di realizzare l’uscita del casello autostradale di San Donà-Noventa sul lato opposto, uscendo sulla strada provinciale di Via Bosco (S.P. 56) in corrispondenza della rotatoria che sarà realizzata dal Comune di Noventa all’intersezione tra la S.P. 56 e la nuova bretella di collegamento tra il sovrappasso autostradale e la S.P. 83 in direzione Ponte di Piave;
- Sottopasso di Via Romanziol: si chiede che il nuovo sottopasso che sarà realizzato in Via Romanziol venga allargato comprendendo così la realizzazione di uno spazio protetto che tenga conto della nuova pista ciclopedonale che il Comune di Noventa realizzerà a breve lungo la S.P. 83 pista monodirezionale lato destro direzione Romanziol.
- Sovrapasso adiacente al casello: si chiede che il nuovo sovrappasso adiacente al Casello Autostradale venga allargato comprendendo la realizzazione di un percorso ciclopedonale al fine di mantenere la stessa tipologia stradale della bretella che sarà realizzata dal Comune di Noventa e che collegherà la S.P. 56 (Via Bosco) con la S.P. 83 (Via Romanziol in direzione Ponte di Piave).
- Barriere antirumore: si chiede vengano installate, su entrambi i lati, adeguate barriere fonoassorbenti su tutto il tratto autostradale che attraversa il territorio comunale, in attuazione del “piano di classificazione acustica del territorio comunale”, approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 42 del 03.08.2005.
- Collegamento tra la S.P. 50 e la S.P. 83 in Comune di Fossalta di Piave e in Comune di Noventa di Piave: Si chiede di condividere e far propria la proposta della Provincia di Venezia finalizzata alla realizzazione di una “nuova viabilità” di collegamento tra la S.P. 50 e la S.P. 83 in Comune di Fossalta di Piave e in Comune di Noventa di Piave”, utilizzando parzialmente l’attuale ponte autostradale che sarà dimesso con la realizzazione della terza corsia;
Qualora risultino insuperabili le prescrizioni formulate dall’Autorità di Bacino, che vincolano la progettazione e realizzazione del nuovo ponte alla completa demolizione dell’attuale ponte, si chiede che venga sottoscritto un accordo di programma tra Regione Veneto, Provincia di Venezia e Comuni di Noventa e Fossalta che preveda la realizzazione del nuovo ponte autostradale di idonee dimensioni che consentano comunque la successiva realizzazione di un tracciato stradale a due corsie extra sede autostradale garantendo così la realizzazione di una complanare all’autostrada che colleghi la S.P. 50 alla S.P. 83;
- Espropri: si chiede che venga definito con il Commissario Straordinario un protocollo d’intesa che definisca i criteri e le valutazioni economiche relative agli espropri delle varie tipologie di aree e fabbricati pubblici o privati. Tale richiesta trova riscontro con analoghe procedure già fatte con la realizzazione del “passante di Mestre” e per la tratta autostradale Villesse-Gorizia, prevedendo anche l’esproprio dei fabbricati che, con il sopra avanzamento della viabilità, verrebbero a perdere le condizioni di vivibilità”.
Si chiede inoltre, che il primo edificio di proprietà comunale situato in Via Romanziol, che verrà espropriato, venga ricostruito su idonea area indicata dall’Amministrazione Comunale.
L’autostrada del mare si sposta dalla Treviso-mare nel tratto in uscita dal nuovo casello, lasciando così libera la viabilità attuale verso Meolo.
Viene garantito un collegamento diretto tra il casello e la zona industriale e uno tra Meolo e la stessa area produttiva, che mancava nel primo progetto, e viene creata una pista ciclopedonale tra Ca’ Corner e l’area industriale.
Non si realizza un solo collegamento con il paese, bensì tre accessi, garantiti da altrettanti sottopassi su una percorrenza di circa un chilometro e mezzo, in via Castelletto, in via Diaz e in via Roma.
Due nuove rotatorie, da un lato verso Meolo e dall’altro verso la frazione di Losson, assicureranno l’immissione del traffico da diverse strade. La viabilità locale resterà separata da quella della superstrada a pagamento, con la realizzazione di vie laterali larghe oltre 7 metri, tanto da garantire il doppio senso di marcia.
«Tutte le varianti proposte dall’amministrazione comunale sono state recepite dalla Regione: siamo molto soddisfatti delle soluzioni introdotte nel progetto preliminare, presentato mercoledì scorso a Jesolo – dice il sindaco Michele Basso – e se facciamo i conti, Meolo è riuscito a ottenere parecchie opere, compresi gli interventi della rotatoria in via Diaz, provvisoria fino al 2014, quando entrerà in funzione il sottopasso, e la pista ciclabile in via Vallio con la messa in sicurezza della strada».
Entro la fine di questo mese, a Meolo si svolgerà un incontro con i tecnici della Regione, in cui sarà presentato il progetto della “via del mare”.
Intanto, però, le soluzioni introdotte sembra siano piaciute anche ad alcuni comitati di protesta, tanto che l’opposizione all’autostrada del mare sarebbe ormai portata avanti soltanto dal Pd.
«Con la nuova viabilità, Meolo si candida a diventare dal 2014, quando le opere saranno completate, la porta commerciale del Nordest» commenta il sindaco Basso.
Autostrada del mare, sì a denti stretti della Lega Nord. «Non siamo certo soddisfatti di dover cedere ai privati una strada pubblica, qual è la Treviso-mare – ammette il sindaco e parlamentare leghista Gianluca Forcolin – La via del mare avrebbe dovuto essere finanziata con fondi statali ed essere una superstrada pubblica. Per questo faccio anche il “mea culpa”: avremmo dovuto essere più forti, Lega Nord e Pdl, e battere di più i pugni sul tavolo per ottenere dallo Stato i soldi necessari a realizzare un’opera che servirà a risolvere i problemi di viabilità del nostro territorio. Non siamo contrari alla costruzione dell’Autostrada del mare, ma non ci entusiasma la prospettiva che sia in mano ai privati. L’accettiamo soltanto perché non abbiamo i fondi per costruirla. Se non vogliamo aspettare altri dieci anni, dobbiamo accettare il project financing».
Le affermazioni del sindaco sono le stesse che si sono dette i rappresentanti della Lega Nord in un incontro a livello provinciale, lunedì scorso, a cui ha partecipato anche Forcolin. «Accettiamo il progetto di trasformare la Treviso-mare in un’autostrada realizzata e gestita da privati, ma sia chiaro che questo è uno degli ultimi bocconi amari che mandiamo giù – afferma il parlamentare leghista – Con il federalismo fiscale, non andremo più a elemosinare a Roma quello che ci spetta di diritto. I 250 milioni per fare la nuova arteria li avremmo avuti, se il federalismo fiscale fosse già stato attuato. Ogni anno il Veneto dà allo Stato 12 miliardi di euro di surplus: quante nuove strade ci potremmo fare?».
Magari è stato soltanto un caso se nessun esponente di spicco della Lega era a Jesolo l’altro ieri, alla presentazione del progetto di Autostrada del mare e della valutazione d’impatto ambientale. Forcolin dice che, se non fosse stato impegnato a Roma, avrebbe partecipato all’incontro. Ma un certo malumore sul progetto non deve, evidentemente, aver invogliato altri leghisti a presenziare alla riunione.
@ Utente dai nomi strani.
Gli articoli da Lei riportati sono molto utili per farsi un’idea sulla situazione dell’Autostrada del Mare. Vorrei però invitarla a non riportare per intero articoli tratti da altri siti internet, ma di inserire solamente il link alla pagina web.
Il Copia Incolla infatti non permette di apprezzare appieno il contenuto dell’articolo.
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