“RSA” ed edilizia residenziale pubblica: alcuni commenti sugli articoli apparsi nel periodico “Qui Meolo” n. 11

di Gianfranco Gobbo

CASA DI RIPOSO DI MEOLO – Iniziano i lavori

Dopo dodici anni di attesa e di lavoro per gli amministratori pubblici, finalmente il Centro Servizi Residenziali (CSR) per non autosufficienti diventa realtà. Siamo tutti molto soddisfatti per questo traguardo e ringraziamo di cuore tutti coloro che hanno dato il loro contributo allo scopo, in primis Franco Piovesan, Assessore ai Servizi Sociali dal 1995 al 2009.

Abbiamo riscontrato sul Qui Meolo, la dichiarazione congiunta di Sindaco e Vicesindaco che affermano: “nonostante le polemiche e le difficoltà che hanno accompagnato la nascita di questo progetto, sia di carattere politico che per la scelta dell’ubicazione, sia di carattere burocratico per le necessarie autorizzazioni previste dalla legge, siamo soddisfatti del risultato raggiunto in poco più di otto mesi dall’insediamento della nuova Amministrazione: siamo riusciti a dare l’avvio dei lavori per la realizzazione di quest’opera necessaria per la nostra cittadinanza e per il tessuto sociale del Veneto Orientale”.

E’ impossibile non replicare a tanta faccia tosta, visto che le polemiche le hanno fatte solo loro e che è veramente arduo capire cos’abbiano fatto di così importante, in otto mesi, per avviare i lavori. Non si comprende inoltre per cosa si debba ringraziare il consigliere regionale della Lega Nord Stival, che come tutti i presenti hanno potuto vedere e sentire, il 25 gennaio 2009, nel modo tracotante e provocatorio, proprio dei leghisti, nella sala consiliare di Meolo, spergiurava che avrebbe fatto di tutto per evitare che la “caponera” fosse realizzata nel vecchio campo sportivo. Guarda caso la “caponera” sarà realizzata proprio là. Peccato! avrebbero potuto fare veramente qualcosa di importante.

L’ubicazione, pur ottimale, poteva essere anche migliore, per la fruibilità collettiva dei servizi che questa struttura sarà in grado di offrire ai meolesi. Ma nemmeno questo sono riusciti a fare, nonostante la Giunta precedente avesse individuato, tramite un accordo Art.6, Legge 11/2004, un’area diversa. Area molto più ampia che oltre a rendere possibile la realizzazione dell’opzione “B” prevista dal bando, poteva consentire futuri sviluppi e ampliamenti di servizi pubblici in un’area sicuramente più idonea. Naturalmente per poter realizzare questa seconda ipotesi bisognava portare avanti fino e realizzazione il predetto Accordo, approvato dal Consiglio Comunale con la Delibera n. 27 del29/04/2009. Per far questo bisognava:

  • Formalizzare quanto prima, con apposito atto notarile, il passaggio di proprietà al Demanio Comunale di 17.000 mq che il privato metteva a disposizione nell’ambito dell’accordo.
  • Formalizzare con apposita Delibera di Giunta la disponibilità della nuova area e chiedere un nuovo parere al N.U.V. regionale sulla possibilità di realizzare l’opzione “B”.
  • Essendo la nuova ubicazione sicuramente migliore e il progetto dell’opzione “B” già pronto, la Regione non avrebbe proprio potuto negare il proprio benestare (questo si che poteva essere fatto chiedendo aiuto agli amici degli amici), fermo il vincolo per la data d’inizio dei lavori fissata entro marzo 2010.

In realtà la nuova maggioranza, Sindaco e Vicesindaco in testa, era impegnata a festeggiare la vittoria alle elezioni e non aveva tempo da dedicare a cose così poco importanti. Il tempo passava, il termine per iniziare i lavori si avvicinava e contemporaneamente si allontanavano
le possibilità di predisporre quanto necessario per spostare il C.S.R. sulla nuova posizione. Non è vero, come afferma ora il Sindaco, che l’opzione “A” da realizzarsi nel vecchio campo sportivo di via Cà Corner, stabilita dalla precedente Amministrazione, non era più modificabile e che i tempi
stretti non consentivano variazioni. Quando andavano in giro per il paese a dire che avrebbero realizzato la casa di riposo nell’area del bosco Belvedere o in Marteggia, o mentivano sapendo di mentire, o non conoscevano le regole, le procedure e gli atti già predisposti dalla Giunta in
carica fino a giugno 2009, o peggio ancora facevano finta di non conoscerle. In ogni caso, ammesso e non concesso che tutto quello che dicevano fosse vero, perché rinunciare a chiudere l’accordo art. 6, già approvato da Consiglio Comunale che avrebbe comunque portato
all’asfittico patrimonio comunale ben 17.000 mq di terreno edificabile? Di questo non si parla, anzi si vocifera che si stia preparando un nuovo accordo art.6, L.R. 11/04, ben più conveniente per il Comune (o per il privato?). Quando avranno la bontà di informare la cittadinanza su ciò che stanno combinando sarà cura dei consiglieri di minoranza e dei cittadini verificare la trasparenza e la correttezza di atti, consulenze comprese e naturalmente la convenienza e l’interesse pubblico di questo eventuale nuovo accordo.

EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA

L’Assessore afferma che non è stato facile capire la situazione della gestione dell’Edilizia Residenziale Pubblica di Meolo. Comprendo le sue difficoltà, ma sono certo che prima o poi capirà. Intanto gli ricordo che per comprendere bene la situazione dovrà dedicare un po’ del suo prezioso tempo alla lettura e allo studio delle carte, delle norme e della storia degli alloggi, che sono stati
devoluti al Comune in base alle Leggi dello stato italiano.
Gli ricordo inoltre che:

  • Non mi risulta, e se così non è ce lo deve dimostrare con i fatti, che il Comune debba riconoscere una percentuale all’ATER in caso di vendita di alloggi.
  • Le stime sul valore degli alloggi, di cui al Piano di Vendita approvato dal Consiglio Comunale con Delibera n. 45 del 21/07/05 e dalla Regione Veneto con Provvedimento n. 55 del 19/04/2006, sono state effettuate secondo le norme vigenti, con riferimento ai valori di mercato.
  • Visto che l’Assessore intende accelerare le operazioni di vendita, cosa aspetta ad individuare gli alloggi non a norma ed applicare l’art. 23 della L.R. 4/2008, norma che non esisteva quando sono state effettuate le stime citate.
  • Non corrisponde al vero che la cessione dell’alloggio al valore catastale può avvenire “a condizione che l’assegnatario dichiari espressamente nell’atto di trasferimento dell’immobile l’esclusione della garanzia del venditore, assumendo a suo carico l’onere della messa a norma degli impianti”. La condizione di non conformità degli impianti rispetto alla vigente normativa in materia di sicurezza deve essere prima certificata da parte del Comune con apposita verifica tecnica da parte di personale qualificato, poi se si verifica questa condizione, potrà essere applicata la norma che prevede che il valore di vendita sia quello corrispondente al valore catastale dell’immobile stesso. Solo dopo questi passaggi, in sede di stesura dell’atto notarile di trasferimento l’acquirente dovrà dichiarare espressamente l’assunzione a suo carico degli oneri per la messa a norma. Questo per il semplice motivo che l’immobile viene ceduto nello stato in cui si trova, ma questo vale per tutti gli alloggi che vengono alienati.

A questo proposito rammento all’Assessore che il patrimonio edilizio residenziale pubblico è stato realizzato con il sudore di tanti lavoratori, che tale patrimonio dovrà essere alienato senza danno per chi ha devoluto allo stato gli oneri per realizzarlo e senza pretendere da chi ne ha diritto, un valore diverso da quello stabilito dalla legge. Ritengo opportuno che nel momento in cui si assume la responsabilità di gestire compiti così importanti sia bene per tutti di evitare la becera propaganda di parte.

Commenti

5 Commenti su “RSA” ed edilizia residenziale pubblica: alcuni commenti sugli articoli apparsi nel periodico “Qui Meolo” n. 11

  1. Fabio li mer, 24th mar 2010 11:34
  2. Bene il C.S.R. ma a suo tempo si poteva optare per una costruzione un po’ più bella a vedersi. Peccato..

  3. diego cagnato li ven, 26th mar 2010 17:36
  4. buongiorno ex,è con molto piacere che noto una attenzione mai dimostrata prima ,per gli atti amministrativi .buongiorno e ben svegliato,siamo a sua completa disposizione,qualora ci degnasse di erudirci o trasferire a noi un pò di tanta sapienza ,ma mi perdoni perchè non l’ha usata quando era assessore?come dice?………………………..stava dormendo?…………………mi scusi………………con infinita stima e simpatia DIEGO
    P.S. a raccontare bugie….ti cresce il naso e rimedi brutte figure

  5. Gianfranco Gobbo li ven, 26th mar 2010 19:59
  6. Caro Diego, sei simpatico ma dovresti provare a rispondere nel merito, punto per punto e non buttarla sempre in ridere, se ti riesce.
    Noi i nostri risultati li abbiamo raggiunti, nonostante le vostre lenzuola al vento, i vostri insulti gratuiti e la vostra finta propaganda, nella migliore tradizione destrorso/nazional/populista.
    Finora vi siete fatti belli con il nostro lavoro, (disatro strada del mare a parte). Ma non durerà molto perchè con i vostri assordanti tromboni non si risolve niente (Bossi/Berlusca insegnano).
    Ci vogliono idee, sacrificio e lavoro, non volantini ridicoli e bugiardi. A proposito non ne abbiamo più visto, avete esaurito la vena? o non vi servono più!!!!
    Non dimenticare che la prima delibera che avete approvato è stata quella con cui vi siete aggiornato lo stipendio che naturalmente, almeno finora, non vi siete guadagnato.
    Intanto godete del conquistato comando, sfogate la prepotenza tanto a lungo repressa, fatte l’assicurazione ai meolesi, tenete ben nascosti i vostri progetti e non preoccupatevi del resto, che vi aspettiamo al varco.
    Ciao, ciao.

  7. Fabio li lun, 5th apr 2010 23:21
  8. Certo che se un vice-sindaco nonchè consigliere provinciale scrive commenti di questo “spessore” stiamo proprio freschi..!
    Non so che ruggini ci siano fra il sig. Cagnato e il sig. Gobbo, ma se questo è il livello del dibattito politico, da cittadino meolese, comincio a preoccuparmi..
    Cordiali saluti.

  9. Gianfranco Gobbo li mar, 13th apr 2010 19:36
  10. Oggi 13 aprile 2010 ennesimo atto della campagna propagandistica del Sindaco Basso sulla gestione degli alloggi ATER.
    Dopo che la Giunta e il Consiglio Comunale hanno deliberato lo scioglimento della Convenzione con l’ATER il Sindaco afferma sulla stampa che “abbiamo fatto una delibera di indirizzo ma non è ancora stato deciso nulla”.
    Poi ancora afferma categorico “per gli alloggi invenduti, è emerso che l’ATER aveva scritto alla precedente Amministrazione per informarla delle possibilità date dalla nuova legge regionale …. l’ATER ha spiegato di non essersi attivata perchè non ha ricevuto risposta “. Questo è falso, basta andare a vedere gli atti e quanto scritto sul Qui Meolo n. 10 dove si informavano i cittadini interessati su tale questione.
    Con l’ATER invece fu concordato che era necessario sistemare le situazioni edilizie e catastali per definire l’esatto valore catastale degli alloggi per poter procedere alle vendite.
    Per questo in gennaio 2009 è stato dato l’incarico a due studi professionali per predisporre le pratiche presso il Catasti Venezia per circa 40 alloggi.
    Il Sindaco ci deve dire se gli incarichi affidati ai due professionisti per circa 40.000 Euri complessivi, sono stati ultimati o quando lo saranno.
    Caro Sindaco, meno bugie, meno propaganda e più fatti.

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