ATER – COMUNE DI MEOLO: E’ DIVORZIO
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di Gianfranco Gobbo
Dall’ennesimo articolo di stampa apprendiamo del possibile divorzio tra il Comune di Meolo e l’ATER a causa dell’incapacità di procedere alla vendita degli alloggi di proprietà comunale da parte dell’ATER stesso e delle precedenti amministrazioni comunali. Le elezioni sono finite da un pezzo, ma la nuova Giunta meolese non se n’è accorta e invece di lavorare per risolvere i problemi lasciati insoluti dalla vecchia Amministrazione (scic), continua la campagna elettorale.
A proposito della vendita degli alloggi ex stato ricordo al Sindaco che:
- Le stime del valore degli alloggi, di cui al Piano di Vendita approvato dal Consiglio Comunale con Delibera n. 45 del 21/07/05 e dalla Regione Veneto con Provvedimento n. 55 del 19/04/2006, sono state effettuate come prevede la Legge tuttora vigente con riferimento ai valori di mercato.
- Nel mese di luglio 2008 è stata promulgata dalla Regione Veneto la Legge 4 che, novità importante, introduce la possibilità di vendere gli alloggi ex stato al valore catastale nel caso gli impianti tecnologici non siano a norma.
Il valore catastale, molto più basso del valore di mercato, viene stabilito automaticamente nel momento in cui gli alloggi vengono denunciati al catasto e si aggiorna automaticamente con il passare del tempo. Nel caso dei fabbricati che lo stato ha devoluto al Comune le verifiche effettuate hanno evidenziato che per ogni alloggio non erano stati censiti gli spazi comuni interni ed esterni, le aree esterne di pertinenza, gli annessi rustici e gli ampliamenti realizzati successivamente.
Per poter procedere alla vendita degli alloggi che si trovano nella condizione di cui alla L.R. 4/08 è pertanto necessario regolarizzare la situazione catastale per mezzo di apposita pratica. Con la vendita di uno dei pochi alloggi in regola sono state reperite le risorse per l’affidamento dell’incarico, che è stato effettuato in gennaio del 2009. Non ci è dato conoscere se le pratiche siano state concluse ma invitiamo il Sindaco e la Giunta ad effettuare le verifiche del caso e procedere poi a comunicare agli aventi diritto il valore degli alloggi.
A tal proposito ricordo che non corrisponde al vero quello che è stato riportato sulla rivista comunale “QUI MEOLO” n. 11 da cui si desume che la cessione dell’alloggio al valore catastale può avvenire “a condizione che l’assegnatario dichiari espressamente nell’atto di trasferimento dell’immobile l’esclusione della garanzia del venditore, assumendo a suo carico l’onere della messa a norma degli impianti”. La condizione di non conformità degli impianti rispetto alla vigente normativa in materia di sicurezza deve essere prima certificata da parte del Comune con apposita verifica tecnica da parte di personale qualificato, poi se si verifica questa condizione, potrà essere applicata la norma che prevede un valore di vendita corrispondente al valore catastale dell’immobile stesso. Solo dopo questi passaggi, in sede di stesura dell’atto notarile di trasferimento l’acquirente dovrà dichiarare espressamente l’assunzione a suo carico degli oneri per la messa a norma. Questo per il semplice motivo che l’immobile viene ceduto nello stato in cui si trova, ma questo vale per tutti gli alloggi che vengono alienati compresi quelli venduti a valore di mercato. A questo proposito rammento che il patrimonio edilizio residenziale pubblico è stato realizzato con il sudore di tanti lavoratori che hanno a suo tempo versato contributi specifici e pertanto la vendita deve avvenire nel rispetto di quanto stabilito dalla Legge e non per gentile concessione del Sindaco.
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