Che fine ha fatto il PAT?

aprile 29, 2010 by EssereMeolo
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di Gianfranco Gobbo

Nel mese di aprile 2009 il Consiglio Comunale di Meolo ha approvato il Piano di Assetto del Territorio (PAT) predisposto in copianificazione con la Regione Veneto.  Subito dopo il PAT è stato presentato alla cittadinanza e posto in visione del pubblico per 30 giorni. Il termine per la presentazione di eventuali osservazioni è scaduto nel luglio 2009.

Da lì in avanti non ne abbiamo più saputo nulla. Questo è molto strano in presenza di un’Amministrazione logorroica nella comunicazione a mezzo stampa, ma non nelle relazioni con i cittadini.

Ricordo che il PAT è uno strumento di pianificazione molto innovativo perché, dopo la definitiva approvazione della Conferenza di Servizi opportunamente convocata dal’Amministrazione Comunale, consentirà l’approvazione in Consiglio Comunale del Piano degli Interventi (P.I.) che è di fatto il nuovo Piano Regolatore Comunale. Con la pubblicazione all’albo pretorio e l’invio in Regione il PI diventa efficace dopo 15 giorni dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Veneto.

Con il PAT ed il P.I. diventano attuative le norme di cui alla LR 11/04 che consentono, tra l’altro, all’Amministrazione Comunale di modificare ed aggiornare la pianificazione urbanistica in Consiglio Comunale senza più passare per la Regione, di effettuare accordi con i privati con l’applicazione del credito edilizio, della perequazione e compensazione urbanistica.

Questi nuovi strumenti consentiranno di affrontare con maggiori possibilità di successo i problemi che non hanno finora permesso il recupero del centro storico di Meolo.

E’ passato un anno dall’approvazione del PAT e nulla ci è dato di conoscere sullo stato di una pratica così importante per la Comunità Meolese. Pratica che poteva e che può ancora essere chiusa definitivamente nel giro di qualche mese.

Non comprendiamo i motivi del silenzio del Sindaco e della Giunta su tale questione, non conosciamo i motivi della mancanza di comunicazioni sullo sviluppo urbanistico di questo paese anche alla luce delle incredibili strumentalizzazioni preelettorali degli attuali amministratori.

Ora invece tutto tace.

La piazza centrale di Meolo è sempre più deserta e desolata, le Concessioni edilizie scadono, le grù dei cantieri vengono smontate e nulla più si muove.

E’ possibile sapere dagli amministratori, specialmente da quelli a tempo pieno, cosa stanno combinando su questo importante settore della vita pubblica che interessa tanti cittadini e tanti imprenditori?

Commenti

13 Commenti su Che fine ha fatto il PAT?

  1. Bruto li lun, 3rd mag 2010 19:56
  2. Bisogna leggere il senso complessivo dei segni. Nel particolare c’è il segno del divino. O del diabolico. Ad esempio: cosa accomuna i pini agghindati a Natale, gli stessi pini diversamente addobbati a Carnevale, i tigli abbattuti in via Marconi, gli alberi della piazza infiocchettati a Maggio? L’ossessione per le alberature. O per gli addobbi. Forse le angherie nei confronti degli alberi: se non si possono umiliare con fiocchi e fili argentati, allora si tagliano. C’è anche il gusto un po’ kitch, un po’ pacchiano per il folklore artificioso: ecco, lì si vede il segno di un popolo senza memoria e senza storia. Così, i leghisti senza storia, come gli americani, si inventano nuovi costumi, nuove usanze, nuove cosmogonie, dal culto del dio Po ai balli celtici, dal mito della Padania alla festa della fortaja. E con queste foglie di fico (abbattuti anche i fichi), si coprono le vergogne del territorio vilipeso, oltraggiato, violentato. L’autostrada del mare sarà una ferita non rimarginabile per Meolo. Non curarsi del modello di sviluppo del territorio è un delitto: si penalizza la sicurezza del cittadino, il suo stile di vita e la qualità dell’abitato. Forse bisogna dire qualcosa di diverso a chi ancora dorme, a chi pensa che tutto ha un prezzo ma non un valore. Ad esempio: le vostre case, grazie all’autostrada del mare, si deprezzeranno.

  3. Giampiero Piovesan li mar, 4th mag 2010 10:03
  4. È drammatico vedere come il più becero tradizionalismo venga tradotto in manifestazioni di palese volgarità culturale e stilistica…organizzate si dice per il Popolo e soprattutto dal Popolo…realizzate si dice per riscoprire la nostra storia…per rivitalizzare le identità dei nostri comuni…deculturalizzati da orde barbariche straniere. È tristemente nota l’ideologia moderna che concede libertà assoluta, a certi partiti, di agire e decidere in base ad una presunta volontà popolare acquisita grazie al voto…come se il Popolo fosse illuminato, al di sopra di tutto…della legge, del buon senso, della razionalità o come se non fosse manovrabile e suggestionabile. Trovo sconcertante sentire il politico di turno legittimare una sua decisione in nome e per conto di questo famigerato Popolo prescindendo da qualsiasi altro ragionamento. Ovviamente come entri in contatto con il Popolo non ci è dato sapere. Naturalmente la Lega Nord, più di altri partiti, riesce a farsi interprete intelligente della nostra pochezza culturale, dei nostri istinti di becera sopravvivenza all’oggi con esiti sconvolgenti. Panem et Circenses…a questo punto gente siamo arrivati. L’evoluzione umana e sociale è completa…siamo giunti al livello finale di scimmie benpensanti. Trovatemi un Meolese (a parte Bruto) che non sia felice di vedere il comune di Meolo truccato, per le contrade, come una qualsiasi baldracca.

  5. Celio li mar, 4th mag 2010 14:09
  6. eh?

  7. Renata li gio, 13th mag 2010 11:42
  8. Consiglio di andare a vedere uno spettacolo di Marco Paolini … che parla della nostra terra, del Veneto .. e tutto Vi sembrerà più chiaro.
    Pur avendo studiato non mi ricordavo di quanto fosse gloriosa la nostra terra ai tempi della Serenissima .. ed anche molto prima.
    Ora la nostra bellissima terra è devastata di strade, autostrade, super strade, super passanti … super centri commerciali … abbiamo completamente perso il rispetto per la terra, la terra dei nostri nonni, dei nostri bisnonni … quel rispetto che nei paesi del nord è ancora vivo … strade intelligenti, complessi residenziali intelligenti, parchi intelligenti .. fotovoltaico nelle case, nelle scuole, nelle strade, nelle discoteche .. e lo so perchè lavoro a contatto con queste realtà … .
    Il punto è questo e l’ho capito dopo lo spettacolo di Paolini: il poco rispetto che abbiamo della nostra terra è il sintomo del poco rispetto che abbiamo verso noi stessi intesi come Popolo, intesi come società .. intesi come politica per il bene comune …. quindi non mi stupisco se chi ci governa è animato soltanto da interessi personali o di pochi .. che sia a destra o a sinistra questo paese deve imparare a recuperare il rispetto per la propria terra.

  9. Gianfranco Gobbo li gio, 13th mag 2010 15:00
  10. La chiamano anche “città diffusa” un unico grande agglomerato, fra città e città, di case vecchie e nuove, capannoni attivi e abbandonati, centri commerciali, strade percheggi, ecc.
    Nella città diffusa convivono il degrado di ogni tipo e l’innovazione più spinta, ma la caratteristica principale è la mancanza dell’anima.
    A ben guardare nei nostri centri storici, che erano dei veri e propri centri commerciali, l’anima c’era, era un’anima viva e attiva perché convivevano rispettandosi il lavoro e il commercio, l’arte, la storia, le relazioni umane.
    Prima di inventarci le città di plastica con le mega strade, i mega parcheggi, tutto mega… avremmo dovuto investire nel recupero e nella valorizzazione dei centri storici salvaguardando e valorizzando insieme in questo modo, la piccola e grande distribuzione e l’enorme patrimonio storico architettonico che possediamo.
    Questi obiettivi avevano bisogno di politiche ben diverse, dove la necessità di salvaguardare le risorse naturali (terra, aria, acqua, ambiente, paesaggio, storia) doveva prevalere sempre sull’arricchimento.
    Non è solo questione di destra o sinistra ma soprattutto di buona politica, di buona cultura, di buona amministrazione, di buona classe dirigente.
    Paolini è un grande maestro di buona cultura e per cambiare il modello di sviluppo che impera, serve certamente la cultura, ma serve anche la buona politica e la buona amministrazione che per essere buone hanno bisogno di grande partecipazione, trasparenza e controllo, conoscenza, innovazione tecnologica, ecc. ecc., insomma grandi intelligenze e grandi fatiche per grandi obbiettivi.
    E’ evidente che per questo serve l’impegno diretto di tutti noi, ogn’uno con le proprie idee da mettere a confronto con quelle degli altri scegliendo infine le migliori.
    Per questi risultati ci vuole l’impegno in prima persona, la delega non esiste, o meglio l’eventuale delega diventa l’alibi di chi non si vuole impegnare direttamente. Se non sarà così la situazione è destinata a peggiorare.

  11. Renata li gio, 13th mag 2010 16:57
  12. Appunto IMPEGNO IN PRIMA PERSONA .. impegno che neppure io ho .. ed è per questo che se del PAT a Meolo nessuno si interessa più o parla più .. chi si scandalizza? Ed è così ovunque. Accettiamo passivamente tutto quello che accade, lamentandoci sempre ma evitando accuratamente di sporcarci le mani.
    E’ il grave difetto del nostro popolo. Credo che in parte sia nel nostro DNA. Pirma io poi l’altro. Dovremmo imparare nuovamente a sporcarci le mani e ad essere partecipi della comunità per il nostro bene e per il bene comune.
    Come fare però questo non lo so. Nel mio piccolo cerco da tempo di dare il voto a chi mi dimostra di fare politica per passione e non per interesse. Cerco di informarmi e cerco di dare il mio sostegno ad iniziative di “risveglio” in internet.
    Ma capisco che è poco. Mi rendo conto che dovrei partecipare di più e dare il mio contributo. Il tempo non è dalla mia parte. Non sempre per egoismo mi impegno. Solo che mi rendo conto che stiamo rovinando un paese che tanti tanti anni fa aveva tutte le premesse per diventare un meraviglioso paese.

  13. luigina li gio, 13th mag 2010 20:29
  14. Sono indignata nel leggere il commento di G, Piovesan riguarda la manifestazione delle contrade. Io sono fiera che la comunità di Meolo partecipi a questo evento e abbellisca il paese con colori e opere d’arte!!!!!
    Scendiamo dal piedistallo, non pontifichiamo, e sentiamoci parte integrante di questo vissuto tenendo conto che tutto ciò è sinonimo di vita, di partecipazione, di rispetto, di gioia , di coinvolgimento………..

  15. Gianfranco Gobbo li gio, 13th mag 2010 22:53
  16. L’indignazione è una cosa seria. Sono tante le cose che dovrebbero veramente farci indignare.
    Nemmeno io condivido ciò che scrive Giampiero, soprattutto perchè prende in considerazione solo l’aspetto più appariscente e sottovaluta invece l’importanza che i momenti di genuina e sana competizione tra le varie “contrade” del paese, possono avere per una società come l’attuale, sempre più chiusa e prigioniera della sua “modernità.
    Società incapace di ricreare i momenti di aggregazione e di convivenza che fanno parte della nostra storia e della nostra cultura, per cui dobbiamo solo dire grazie a chi s’impegna e dedica tempo e denaro nell’organizzazione di queste manifestazioni .
    E tanto per chiarire il mio modo di vivere le “contrade”, ricordo ancora come quand’ero ragazzo i “piazzarotti” del centro trattavano i “contadinotti” che arrivavano dalla campagna o come gli abitatori di certe zone guardavano dall’alto in basso quelli di altre zone, diciamo un po malfamate o povere.
    Potrei fare altri esempi sui motivi di una competizione che ha radici lontane ma che trasferisce ai giorni nostri, insieme alle lotte a pallonate fra contrade, anche antiche tradizioni e ricordi che servono a non farci dimenticare quello che eravavamo.
    Con il tempo le contrapposizioni sono diventate ricordi flebili e lontani, si sono diluite e modificate, ma poichè hanno inciso profondamente la nostra cultura, farle conoscere e farle rivivere in forma ludica e giocosa è un fatto estremamente positivo e utile.
    Chi cercasse di vedere nuove diversità da contrapporre o peggio di mettere il proprio timbro su queste manifestazioni di “popolo” sbaglia, come sbaglia chi interpreta in modo riduttivo e caricaturale momenti di vera festa popolare.

  17. Odi profanum vulgus et arceo. li ven, 14th mag 2010 11:29
  18. Nessuno vuole ledere l’effettiva bontà della manifestazione, l’impegno intenso profuso dai cittadini, la loro partecipazione o l’immagine di operosità e risveglio della comunità meolese. A casa mia non si sputa sul piatto dove si mangia. Il Torneo delle Contrade non è l’oggetto del contendere o meglio è l’oggetto del contendere per coloro i quali vogliono strumentalizzare opinioni e parole. Che se ne facciano uno, cento, mille (di tornei) se servono effettivamente a cementificare la comunità, ad allontanare i segni perversi di una modernità che non ci piace, a coltivare, difendere, ricordare le nostre radici. Ma di quale tradizione? Di quale (ri)vissuto? Si scovi un meolese (ne basta uno) che sappia di quale tradizione stiamo rivivendo i fasti. Nessuno dico e sottolineo nessuno è interessato a ricordare una specifica usanza – memoria attraverso questo torneo. Non è questo ahimè anzi, per fortuna, lo scopo. È ingenuo pensare che questa tipologia di eventi abbia la capacità di (ri)vivere un passato (o un ritorno al passato) che non c’è più e che non ha ragione di esserci. La modernità che piaccia o no è coeva, è presente, non si combatte con il passato. Il passato non ha risposte per il futuro ha solo insegnamenti (buoni o cattivi) da cui attingere. Le contrade sono un torneo bello, bellissimo poiché vede la compartecipazione di molte associazioni e persone; la vitalità e l’apparente unità di un paese ne escono rafforzate. Ma è un momento fine a se stesso. Un torneo, signor Gobbo, questo sì moderno, con nulli riferimenti (siamo onesti suvvia) ad una memoria condivisa o ad un vero significato comunitario. Oltre al pallone non c’è nulla. Sia chiaro: va bene così, non si chiede certamente ad un semplice torneo di salvare, preservare, rilanciare la storia umana bensì di risvegliare (fisicamente non tanto mentalmente – intellettualmente) quella presente. Penso che l’arredo urbano sia divenuto, sventura sua, la vittima sacrificale di un moderno (ritorno ossessivamente sull’aggettivo) cattivo gusto, dove neppure il tanto vituperato folklore trova posto, tanto tutto ciò è lontano da un riferimento a qualsivoglia consuetudine passata. Si respira nell’aere meolese una sfida surreale e perversa, una competizione, come è giusto sia nello spirito del torneo, a chi risulta più volgare nell’estetica, nella non moderazione, a chi inventa la più improbabile delle rime poetiche in una gara crescente con il vicino di casa. Tutto ciò ha l’orribile retrogusto di una salsa leghista ma si sa de gustibus non disputandum est. Leghisti paladini di una tradizione di cui ignorano non solo la vera essenza ma addirittura il concreto contenuto. È politicamente scorretto mettere in croce simili manifestazioni popolari, è politicamente scorretto non scendere dal piedistallo e mischiarsi con la plebaglia, rappresentandola e presenziandola; è ingenuo, folle essere (im)popolari. MAI CONTRO IL POPOLO, SEMPRE PER IL POPOLO (almeno a parole…i fatti appartengono ad altro pianeta). Semplice equazione di un’attuale governare (equazione non conosciuta evidentemente da lei signor Piovesan). È troppo alieno chiedere un’aggregazione culturale che non sia veicolata da una vuota competizione sportiva. Piazzarotti versus contadinotti, intellettuali con la puzza sotto il naso versus popolani, operai versus imprenditori, ricchi versus poveri, veneti versus stranieri ecc sono delle diversità (o luoghi comuni) visibili che si manifestano nelle piccole e nelle grandi cose, nell’interpretazione dei fatti e nella lettura della società. In una sfida sportiva tutto ciò esiste marginalmente ma è il contesto, è il sentimento che sta dietro alla rappresentazione che deve far riflettere (non tanto e solo la rappresentazione in sé). Esistono modi meno ludici e giocosi per capire cosa siamo diventati, per costruire una comunità? Rimane un dato di fatto però: l’immobilismo, l’inconsistenza e la non presenza del Centro Sinistra ha portato l’inaccettabile governo della Destra. Dovrete ragionare molto su questo se, prima o poi, vorrete ritornare al potere. Evento che si scorge solo grazie all’utilizzo di un grande cannocchiale. Ah quasi dimenticavo W IL TORNEO DELLE CONTRADE.

  19. Gianfranco Gobbo li ven, 14th mag 2010 20:08
  20. Toccato……….
    Debbo ammettere che dopo aver letto d’un fiato l’ultimo commento il mio cuore, ultimamente sempre più oppresso si è finalmente aperto davanti alla prova che esiste ancora qualcuno che ragiona con il proprio cervello e con cui si può e si deve dialogare.
    Sono intervenuto sulla questione dei giochi perché non mi sono piaciuti certi accostamenti (addobbi/baldracche e giù di lì), provenienti da un versante che culturalmente non può dimenticare chi ha rappresentato e chi dovrebbe saper rappresentare.
    Quando si parla di cultura, tradizioni, passato e futuro, bisogna farlo sapendo da dove si viene e dove si vuole andare, dedicando anche molte energie all’ascolto e alla comprensione.
    E’ vero la non presenza della sinistra è responsabile di aver portato al governo la destra. Io penso che la non presenza è figlia dell’incapacità di rapportarsi, rappresentare e comprendere i bisogni di fasce, sempre più ampie che, tradizionalmente sono rappresentate dalla sinistra. L’assenza, la mancanza di presidio lascia così campo aperto a profittatori, populisti e demagoghi di varia provenienza che sanno mimetizzarsi e approfittare di ogni occasione.
    Io penso che presenza significhi però partecipazione diretta e attiva in ogni campo dove si gioca una partita.
    La mia convinzione è che gli assenti hanno sempre torto e non possono lamentarsi quando non partecipando hanno contribuito a perderla, la partita.
    Non è una questione di potere ma di rappresentanza e di difesa di interessi collettivi che possono essere difesi solo dalla più ampia collettività e non certo da un’elite spocchiosa e spesso assente.

  21. SOS li sab, 15th mag 2010 17:30
  22. Il Torneo delle Contrade è una buona manifestazione. Cosa cattiva invece è la presenza massiccia di corpi partitici all’interno di questi momenti conviviali. molte associazioni soffrono dell’ingombrante presenza di corpulenti ominidi verdi che colorano partiticamente eventi civici, ludici e comunitari. la gente oramai è succube di una certa parte politica non conosce più la protesta tutto passa sotto silenzio.l’amministrazione attuale non ha messo schei per il torneo e nessuno protesta, l’attuale amministrazione ruba il campo sportivo di cà corner e nessuno protesta mentre in passato tutti hanno urlato ecc ecc ecc

  23. avanti Popolo alla riscossa li dom, 16th mag 2010 16:18
  24. è indegno che il piastrellista fannullone, perchè ricordo è un dipendente pubblico ora a tutti gli effetti, percepisca ben due stipendi grazie al suo doppio incarico alla faccia della crisi economica, di Roma ladrona e del moralismo leghista. è indegno che la cricca berlusconiana e leghista degli assessori meolesi si sia aumentata lo stipendio, è indegno che la tv mare venga trasformata in strada privata a pagamento ecc ecc ecc leccare il popolo per carità è cosa doverosa e normale politicamente parlando, per il consenso questo e altro, ma la dignità ed il rispetto per certi valori devono venire prima di tutto. ha ragione Gobbo quando dice che il Centro Sinistra non sa più rappresentare i suoi elettori ed io aggiungo non sa rappresentare neppure sè stesso mancando di identità, programma e di dirigenti qualificati.ha ragione Piovesan quando segnala il pericolo di un popolismo di massa che legittima di tutto e di più.ma alla fine della fiera quello che conta è il voto popolare senza di questo ahimè si è meno di zero.

  25. Steve li ven, 28th mag 2010 05:54
  26. Il Torneo delle Contrade è una buona manifestazione. Cosa cattiva invece è la presenza massiccia di corpi partitici all’interno di questi momenti conviviali. molte associazioni soffrono dell’ingombrante presenza di corpulenti ominidi verdi che colorano partiticamente eventi civici, ludici e comunitari. la gente oramai è succube di una certa parte politica non conosce più la protesta tutto passa sotto silenzio.l’amministrazione attuale non ha messo schei per il torneo e nessuno protesta, l’attuale amministrazione ruba il campo sportivo di cà corner e nessuno protesta mentre in passato tutti hanno urlato ecc ecc ecc

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