I giochi delle contrade
I Giochi delle Contrade meolesi si sono svolti anche quest’anno raggiungendo gli intendimenti coi quali, ancora ai tempi della Giunta Tallon, erano nati: promuovere un’attività con forte capacità aggregativa, animare la realtà meolese con un pizzico di sana competitività, valorizzare il nobile apporto del volontariato, favorire la partecipazione allargata e trasversale estesa a tutte le fasce d’età, ricostruire i legami di solidarietà tra appartenenti alla stessa comunità, rinserrare i rapporti interpersonali tra singoli, gruppi familiari, vicini di casa.
Può esser bello vedere il paese in festa, addobbato coi colori delle Contrade, ornato di drappi, nastri e coccarde ma, più ancora, percepire la coralità di un momento di vita comune, nel quale la collettività si ritrova e condivide una serie di eventi significativi per la costruzione del senso di appartenenza, risorsa di primaria importanza per un Comune come Meolo, su cui vale senz’altro la pena di credere ed investire.
Se, quindi, oziosa e fuorviante può risultare una discussione sulla liceità degli addobbi profusi ai quattro angoli del paese nel tentativo di caratterizzare le diverse contrade, altrettanto non si può dire di una riflessione sul significato e sulle prospettive dell’esperienza fin qui maturata.
Innegabili i valori positivi su cui è nata e cresciuta, sostenuta dall’impegno di molti cittadini volonterosi e disponibili; nell’auspicio che tanto impegno possa radicarsi nel tessuto meolese e durare negli anni, evitando di esaurirsi nel breve volgere di poche stagioni, diventa oggi doveroso pensare a come preservare il patrimonio costituito dai generosi contributi di volontariato prodotti dai meolesi.
Nell’esprimere il più vivo apprezzamento per il lodevole impegno civico concretizzato dal Comitato Ponte dei Carri, si pone comunque, a nostro avviso, una grande responsabilità nella gestione del patrimonio di partecipazione fino ad oggi costruito e l’esigenza di portare alla più completa valorizzazione possibile la disponibilità di tanti meolesi suscitata dall’esperienza finora compiuta.
Due sono le questioni su cui pensare e due sono gli obbiettivi da porre per il futuro:
- mantenere inalterato lo spirito originario, il genuino intendimento di operare nella massima trasparenza ed in piena autonomia in favore della collettività, evitando che si disperda o si esaurisca l’entusiasmo odierno, né tanto meno che s’inquini la spontaneità popolare dell’iniziativa, magari fagocitata da interessi faziosi o asservita ad interessi di parte;
- mantenere una costante proiezione verso altre attività, complementari e collegate, che potrebbero arricchire di significato la vostra proposta operativa, alla ricerca, come già fatto in passato, di nuovi temi e di nuovi progetti in grado di valorizzare e far conoscere in forma più compiuta le radici storiche e culturali del nostro passato.
Proseguendo su questa strada il Comitato Ponte dei Carri, al quale rinnoviamo il nostro apprezzamento e il nostro pieno sostegno dovuto a tutti coloro che operano in maniera disinteressata a favore della comunità meolese, potrà mantenere la sua identità originaria e la fiducia dei cittadini, dimostrando di operare con sincero senso civico per la crescita dello spessore sociale del nostro paese.
Commenti
2 Commenti su I giochi delle contrade
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davide li
mer, 2nd giu 2010 16:07
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Giampiero Piovesan li
ven, 4th giu 2010 08:40
gianpietro ma non hai altro a cui pensare
Quella che ho lanciato era una provocazione personale destinata ad un confronto tutto interno al PD. Dibattito provvidenziale che ha avuto il pregio di far emergere con forza i veri contenuti del torneo altrimenti a rischio di essere coperti o peggio egemonizzati da chi, Basso – Cagnato, ha cercato di attribuirsi i meriti del lavoro delle associazioni meolesi e tenta di inquinarne o asservirne la gestione. Reputo bello, bellissimo il torneo delle contrade ne è prova il fatto che ci partecipo come calciatore ed elogio l’impegno profuso, l’organizzazione, l’entusiasmo e la partecipazione di tutti i cittadini. Ma credo anche che accanto al momento sportivo e ludico ci debba essere lo spazio per un vero e responsabile approfondimento sulla nostra comunità recuperandone intelligentemente tradizioni e storie, sconosciute perfino a coloro i quali ne vogliono essere i difensori, per cementificare il senso comunitario ed espanderlo a più livelli sociali. Auspico un Torneo delle Contrade non solo con il semplice fine di addobbare Meolo o riunire attorno ad un pallone delle contrade ma che diventi momento di condivisione, di memoria storica, di risveglio culturale poiché di questo soprattutto c’è bisogno. Rimango favorevolmente colpito dal fatto che il sito http://www.esseremeolo.org sia seguito e letto assiduamente dai nostri cittadini e dal centro destra; ne faremo tesoro e lo utilizzeremo per lanciare idee e proposte di buon governo sperando di vederle applicate nel nostro comune.
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