La sentenza che annulla l’estromissione di Francesco Carrer dal Consiglio Comunale meolese

luglio 8, 2010 by admin
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Con sentenza del 9 giugno 2010 il Tribunale Ordinario di Venezia, sezione III civile, ha dichiarato nulla la dichiarazione di decadenza presente nella delibera n. 67 del 31 ottobre 2009. Franesco Carrer ha dunque pieno diritto di sedere in Consiglio comunale.

La sentenza ha rivelato quale palese sopruso fosse stata l’estromissione di Carrer dal Consiglio Comunale meolese. La maggioranza di centro-destra si comportò in quell’occasione come una giuria (senza il minimo senso civico), sentenziando la decadenza nonostante le numerose argomentazioni prodotte da Carrer per dimostrare l’insussistenza dell’incompatibilità.

Al recente consiglio comunale (24 giugno), il sindaco Basso si è ben guardato dall’informare i cittadini presenti riguardo la sentenza, di cui era ovviamente a conoscenza. Solo dopo le sollecitazioni del capogruppo Loretta Aliprandi, Basso si è espresso sull’argomento. In modo assolutamente pretestuoso, Basso, anziché ammettere il torto fatto, si è appigliato ai formalismi del procedimento, dichiarando che la sentenza non è contro il Comune di Meolo, ma contro i consiglieri che sono subentrati a Francesco.

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Commenti

16 Commenti su La sentenza che annulla l’estromissione di Francesco Carrer dal Consiglio Comunale meolese

  1. Silvestro li ven, 9th lug 2010 10:05
  2. L’arroganza e la prepotenza di chi vuole comandare e non amministrare sono come una spada brandita contro la parola, la libertà di espressione, il rispetto della legge.

    Ma “Chi di spada ferisce, di spada perisce”!

    E perchè sia chiaro e comprensibile anche a qualche esaltato e a chi nell’attuale maggioranza che governa il paese fa finta di non capire, la metafora rappresenta la democrazia, la libertà e la giustizia che prima o poi sconfiggerà l’arroganza e la prepotenza.

  3. Celio li ven, 9th lug 2010 17:22
  4. Non per offendere i giudici di Venezia, ma anche un deficiente avrebbe capito che l’incompatibilità non esisteva.

    Ciò che non capisco è come 9 consiglieri di maggioranza non si siano resi conto della gravità del provvedimento: privare un migliaio di Meolesi (loro compaesani) della propria rappresentanza è molto grave, ma nessuno di loro si è premunito di andare a leggere quelle quattro righe della legge, ma proprio nessuno. Tutti a seguire l’opinione di un sindaco (cui, a quanto pare, è stata data pure una laurea in giurisprudenza!), invece di porsi il problema se tale atto, lesivo dell’interesse della comunità che rappresentano, fosse realmente dovuto.
    Ed ora, nonostante l’ordine del Tribunale, fanno pure i finti tonti.

    Spero solo che qualche consigliere di maggioranza abbia ancora un briciolo di dignità da ammettere l’errore. Non perchè voglio riavere Francesco in Consiglio (gli attuali consiglieri mi vanno più che bene), ma per riavere un minimo di speranza del fatto che ci sia qualcuno dall’altra parte, con idee anche diverse, che abbia più a cuore la propria comunità, tutta insieme, che l’interesse politico proprio e del proprio partito.

    Errare è umano, perseverare è diabolico.

  5. Tonino li ven, 9th lug 2010 17:35
  6. Cosa vuoi..hanno il braccio a scatto quei consiglieri..quando devono votare le loro decisioni alzano il braccio come se avessero un dispositivo che lo fa scattare..e pensare che più di mille persone gli hanno dato il loro voto..almeno si godranno la festa anni 60..me lo immagino il vicesindaco col caschetto da Beatles..d’altronde non le da lui le direttive?

  7. Bruto li ven, 9th lug 2010 18:17
  8. Penso anch’io che la defenestrazione di Carrer sia un atto inconsulto, una dissennata e gratuita scarica di violenza, un pogrom, un riflesso istintivo (come il braccio strangolatore del dottor Stranamore di Kubrick): diversamente dovrei pensare che sia stato (se il sindaco si ostina a sostenere la propria tesi iniziale) un atto di lucida follia. Il caso è simile a quello dell’omicidio Matteotti: la mano armata è quella del sindaco, non quella di una squadraccia fascista. Se adesso il sindaco Basso non riconosce di essere nel torto, è come se si assumesse la responsabilità di essere il mandante delle proprie cazzate, che in questo caso hanno un ponderoso valore politico. E’ come se dicesse: “Avrei potuto fare di quest’aula sorda e grigia un bivacco per i miei manipoli […]”. E’ come se mettesse il proprio sigillo, la propria firma sul delitto, fosse consapevole delle colpa ma si ritenesse impunibile. Significa oltrepassare il crinale dell’alveo democratico, C’è una proliferazione di uomini (e donne) sovraeccitati che fanno conto sulla propria impunità.

  9. Lionel li mar, 13th lug 2010 19:13
  10. La sera del consiglio comunale la consigliera Aliprandi ha avuto troppa fretta nel proporre la questione, nel senso che ne ha dato una sfumatura sul personale, una sorta di Basso vs Carrer, e il sindaco, che ovviamente era pronto a una interrogazione del genere, ha saputo ben girare il discorso che pareva proprio un’arrampicata sugli specchi, ma che dal punto di vista formale era assolutamente corretta.
    Invece, secondo me, ha colto maggiormente nel segno l’osservazione fatta dalla consigliera Stefani, nel sottolineare il fatto che il tribunale ha annullato la delibera 67 assunta dal consiglio comunale con i soli voti favorevoli della maggioranza.
    Cosa cambia nella sostanza? Nulla! Ma è la forma (purtroppo) che conta nella politica e nel secondo caso la situazione presentata non era assolutamente controbattibile e avrebbe messo più “spalle al muro” il sindaco, che ormai aveva portato la discussione al termine.

    Con simpatia.

  11. ulisse li ven, 16th lug 2010 17:57
  12. No, mi dispiace ma non sono d’accordo nel dire “gli attuali consiglieri mi vanno più che bene” come qui qualcuno scrive, non è questo il punto.
    Carrer ha vinto il ricorso?
    Bene, allora torni al posto che gli spetta di diritto, solo così il torto subito sarà sanato.
    Questo è quello che si aspettano ora gli elettori di Carrer, tutto il resto sono chiacchiere…

  13. Celio li sab, 17th lug 2010 22:08
  14. @ulisse
    il punto, quello più grosso (secondo me), è che se nessuno di loro ha quel minimo di dignità da provare un po’ di vergogna e di ammettere l’errore, sai cosa succederà? Succederà che ne faranno altre di simili, approffittando dei tempi lunghissimi della giustizia italiana.
    E sei veramente convinto che il reintegro di Francesco sia sufficiente per sanare il torto? Cioè uno paga l’avvocato, si fa otto mesi di tribunale e di assenza dal consiglio, e basta che venga reintegrato (per ordine del tribunale, tra l’altro) e niente è successo, tutti amici come prima?
    No. Secondo me è troppo poco. Troppo poco.
    Anzi secondo me il torto resta TUTTO lì.

  15. panta rei sui meolesi li lun, 19th lug 2010 08:48
  16. chissa se basso michele prendera la tessera della lega nord secondo me gli conviene…ahahahahah calzavara docet…anche meolo è vittima della nuova P3 cagnato cagnato cagnato uhhuuhuhuh. per contrastare le feste magna e bevi di arte lavoro e mafia si deve estrarre dalla cantina la mittica festa de l’unita’…meolese

  17. Bruto li sab, 24th lug 2010 10:29
  18. Considerato lo sviluppo, la surreale evoluzione del contenzioso fra il destra-destra di Meolo in merito alle dimissioni forzose di Carrer, allego lo stesso commento pubblicato qualche tempo fa. Basso, Cagato, Vignaga, Vio, Mazzon, Fin, Benedetti, Mariuzzo & Company sono andati fuori di testa. Stanno minando le basi del diritto di rappresentanza politica. Siamo ormai al delirio di onnipotenza. Segue il commento già pubblicato. – Penso anch’io che la defenestrazione di Carrer sia un atto inconsulto, una dissennata e gratuita scarica di violenza, un pogrom, un riflesso istintivo (come il braccio strangolatore del dottor Stranamore di Kubrick): diversamente dovrei pensare che sia stato (se il sindaco si ostina a sostenere la propria tesi iniziale) un atto di lucida follia. Il caso è simile a quello dell’omicidio Matteotti: la mano armata è quella del sindaco, non quella di una squadraccia fascista. Se adesso il sindaco Basso non riconosce di essere nel torto, è come se si assumesse la responsabilità di essere il mandante delle proprie cazzate, che in questo caso hanno un ponderoso valore politico. E’ come se dicesse: “Avrei potuto fare di quest’aula sorda e grigia un bivacco per i miei manipoli […]”. E’ come se mettesse il proprio sigillo, la propria firma sul delitto, fosse consapevole delle colpa ma si ritenesse impunibile. Significa sfondare l’argine dell’alveo democratico. C’è una proliferazione di uomini (e donne) sovraeccitati che fanno conto sulla propria impunità.

  19. Silvestro li sab, 24th lug 2010 15:59
  20. Caro Bruto,
    la Politica moderna non può essere scontro frontale di eserciti dotati delle peggiori armi (anche se solo verbali), ma confronto civile di idee per scegliere le migliori, da applicare alla soluzione dei problemi della collettività.

    Se l’attacco è incivile bisogna trovare il modo, con ogni sforzo, di riportarlo entro l’alveo del normale confronto perchè l’uso di certe modalità espressive ci mette sullo stesso piano di chi assume decisioni sbagliate e poi le difende dall’alto della sua posizione di forza.

    Il Presidente Napolitano insegna.

  21. Bruto li dom, 25th lug 2010 13:16
  22. Si è violato un principio di rappresentanza democratica (che è un principio costituzionale, di fronte al quale la volontà del popolo non è nulla: è chiaro questo?), eliminando fisicamente (fisicamente significa che non c’è più: non parla, non può contestare, non può criticare) dal consiglio comunale. Se i singoli cittadini (Basso, Cagnato, Vignaga, Vio, Mazzon, Fin, Benedetti, Benetton: bisognerebbe fare l’elenco di tutti e metterli alla berlina) non capiscono che stanno ledendo i principi democratici e stanno disinvoltamente commettendo, a 90 anni di distanza, una replica dell’omicidio Matteotti, è opportuno che qualcuno illustri loro la gravità del delitto.

  23. Silvestro li dom, 25th lug 2010 16:44
  24. Paragonare l’omicidio Matteotti con l’estromissione di F. Carrer dal Consiglio Comunale mi sembra veramente esagerato.
    Serve anche il senso delle proporzioni.
    Capisco che è gravissimo quallo che hanno fatto, ma serve l’equilibrio, la possibilità e la capacità di difendersi di fronte alle prepotenze, che oggi è ancora consentito a F. Carrer, mentre a Matteotti non è stato proprio consentito.
    C’è una bella differenza.

  25. Bruto li lun, 26th lug 2010 09:32
  26. Ma qui la vittima non è (solo) Francesco Carrer: il corpo che giace esanime è quello dello spirito democratico che è stato scritto negli articoli della Costituzione Italiana col sangue, col sangue, le battaglie e la sofferenza di coloro che si batterono contro la barbarie del regime fascista. Facciamo un esempio e prendiamo in considerazione l’art. 21 della Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.” Una legge che preveda la censura del pensiero e della parola non ha alcuna validità, anche se voluta dal 90% del popolo italiano. Perché? E’ lo spirito dei nostri padri fondatori che lo impedisce, attraverso l’art. 21. Chi varasse una legge che impone la censura, riporterebbe l’Italia nella stessa temperie culturale del regime fascista. Un altro esempio? L’art. 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.” Se venisse varata una legge contro una minoranza religiosa (anche voluta dal 100% del popolo italiano, sedotto dalla propaganda fascio – leghista – berlusconiana), milioni di ebrei, trucidati dai fascio – nazisti prima e durante la seconda guerra mondiale, sarebbero uccisi una seconda volta. Così, nel caso di Francesco Carrer, la defenestrazione di un rappresentante democraticamente eletto nel consiglio comunale non può che configurarsi come la replica dell’omicio di Giacomo Matteotti: è la manifestazione della soverchieria che viene istituzionalizzata. E’ la prova provata del regime.

  27. Silvestro li lun, 26th lug 2010 11:34
  28. Non sono d’accordo.
    La defenestrazione di Carrer è stata effettuata su presunzione di incompatibilità.
    Poichè su questo si presume sia stata fatta una prepotenza, si può combattere tale prepotenza ricorrendo alla giustizia.
    Finchè ciò sarà possibile il regime, anche se latente, non c’è e bisogna continuare combattere per ridurre le possibilità a chi, se lasciato libero, vorrebbe imporre il regime.
    Il dubbio che mi resta è se la Giustizia nello stato in cui si trova oggi, è più funzionale agli interessi generali o a quelli che vorrebbero instaurare il regime.

  29. Bruto li lun, 26th lug 2010 13:05
  30. La questione dell’incompatibilità è solo un pretesto. E siccome qui stiamo discutendo in modo elementare sui fondamenti del confronto democratico e sullo spirito democartico che permea la costituzione (e poiché non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere), evoco la celeberrima favola del lupo e dell’agnello di Esopo. Prima il lupo contesta all’agnello di insudiciargli l’acqua del torrente. E questi gli risponde che, trovandosi a valle non era tecnicamente possibile. Alla fine il lupo mangia comunque l’agnello. La favola mostra che contro chi ha deciso di far un torto non c’è giusta difesa che valga. La questione dell’incompatibilità non c’entra niente. Qui si colpisce al cuore lo spirito della democrazia. E’ la replica dell’omicidio Matteotti. Chi non lo vede e continua a difendere le ragioni di Basso, Cagnato, Benetton, Mariuzzo, Vignaga, Mazzon ecc. è complice del delitto. E visto che siamo in vena di citazioni, ricordo la frase emblematica di Martin Luther King: “Ciò che mi spaventa non è la violenza dei potenti, ma il silenzio degli onesti”. Non sono spaventato: più che altro sgomento e sorpreso. Si vede che da noi gli anticorpi (quelli evocati dal presidente Napolitano) sono un po’ debilitati. Serve una cura ricostituente.

  31. Silvestro li lun, 26th lug 2010 22:47
  32. Le citazioni non hanno mai risolto un problema.
    Se l’incompatibilità sia o meno un pretesto, visto che è stato sollevato, decide il tribunale se si tratta di un pretesto o di una cosa seria.
    In prima istanza il tribunale ha deciso che ha ragione Carrer. Anch’io sono convinto che è così, ma se si vuole rispettare il dettato costituzionale bisogna attendere i tre gradi di giudizio o che una delle parti accetti il verdetto.
    Anche questo è previsto dalla Costituzione.

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