La posizione di “Essere Meolo” sull’accordo ex art. 6 L.R. 11/04 con Veneto Building
E’ rilevantissimo l’importo della perequazione (4.900.000 €) derivante da questo accordo, specialmente nella fase di crisi economica generale che sta vivendo il Paese.
La scelta tra i costi ambientali ed i benefici economici di questo accordo è molto difficile ed è opportuno mettere a fuoco tutti gli elementi che possono far pendere il piatto della bilancia a favore o contro.
Nell’assumere una decisione non possiamo farci influenzare dal solo elemento economico, perché la pianificazione esplica i suoi effetti positivi o negativi in tempi lunghi e ciò che oggi sembra positivo domani potrebbe rivelarsi pesantemente negativo.
Abbiamo molti dubbi sulla posizione da assumere perchè dipende da fattori contrapposti, da un lato le risorse che sarebbero a disposizione della comunità meolese, dall’altro gli effetti negativi sull’ambiente, sul paesaggio e sul territorio. Siamo fermamente convinti che l’ambiente ed il paesaggio siano risorse da tutelare e preservare per le future generazioni.
Intanto questo accordo sviluppa e modifica un accordo precedente che era stato approvato dall’Amministrazione Tallon e che non è stato più ritenuto conveniente dai proponenti.
Va evidenziato che la modifica della destinazione urbanistica da agricola a turistico ricettiva con la realizzazione di due piscine, un centro congressi e un centro abitativo (residence) da realizzarsi con criteri di architettura biotecnologica era certamente molto più compatibile con le finalità contenute nel Documento Preliminare del Piano di Assetto del Territorio.
I punti qualificanti a cui si è ispirato il P. A. T. del Comune di Meolo e gli eventuali accordi ex art. 6, che per brevità riassumiamo per titoli, sono i seguenti:
- Tutela e potenziamento delle risorse ambientali e paesaggistiche vere e proprie risorse naturali.
- Sviluppo di una residenzialità di qualità.
- Sviluppo dei parchi fluviali e delle aree boscate con potenziamento e rinnovo delle funzioni centrali del centro di Meolo.
- Potenziamento delle produzioni agricole e di qualità.
- Incentivazione del recupero del patrimonio edilizio rurale e delle destinazioni compatibili con la zona agricola.
- Riconversione dell’apparato produttivo dismesso (ad esempio Panto via Cà Tron) anche con misure di accompagnamento.
- Sostegno delle funzioni di accoglienza con potenziamento del sistema ricettivo/alberghiero, sviluppo del settore agrituristico e di tutte le attività connesse (ristorazione, settore vitivinicolo, ecc.) per sviluppare la funzione di un marchio territoriale connesso all’ambiente naturale, ai beni storico architettonici e paesaggistici del territorio.
A nostro parere l’accordo adottato dalla precedente amministrazione era certamente più compatibile con detti criteri. Il nuovo accordo prevede destinazioni d’uso commerciali e produttive con la possibilità di realizzare strutture per la grande distribuzione, parchi commerciali, servizi per le imprese e la mobilità, ecc. Oltre ad essere troppo costoso sul piano ambientale e paesaggistico, a nostro parere non è compatibile con le finalità descritte nel Documento Preliminare.
Non si comprende come tali destinazioni possano portare ad un “innalzamento della qualità della vita ed a una riqualificazione degli spazi” vista la cementificazione di tutta l’area con un indice di copertura al 50% ed il resto a parcheggio. Ma i riflessi negativi potrebbero essere ancora maggiori se si tiene conto la situazione del nostro centro storico, che si va sempre più svuotando di ogni attività, precludendo ogni possibilità di recupero. E’ evidente che il richiamo di un grande centro commerciale ucciderebbe per sempre ogni possibilità di creare le condizioni economiche per il recupero del centro storico.
Esiste il rischio che l’accordo sia respinto in sede di Conferenza di Servizi per l’approvazione definitiva del PAT in quanto non corrispondente alle previsioni contenute nel Documento Preliminare, in questo caso si sarebbe perduto ancora una volta tempo prezioso.
Comprendiamo la difficoltà di fare delle scelte che non eliminino la possibilità di chiudere un accordo economico molto importante per il futuro del paese, ma sarebbe necessario legare l’accordo stesso ad un progetto urbanistico molto più definito, con previsioni meno impattanti, da concordare con i proponenti rinunciando ad una parte dei vantaggi economici in favore di interventi meno pesanti. In tal modo le finalità dell’accordo avrebbero molte più probabilità di essere raggiunte da ambo le parti.
Il tutto rimane fortemente condizionato dal progetto della “Via del Mare” che se fosse realizzato azzererebbe qualsiasi accordo per le difficoltà ed i costi di collegamento alla viabilità principale.
Ma questa è un’altra storia.
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