Posizione di Essere Meolo sul nuovo “Piano casa” regionale e sul suo recepimento in Consiglio Comunale

novembre 28, 2011 by EssereMeolo · Leave a Comment
Filed under: Amministrazione comunale 

Il gruppo Essere Meolo esprime parere positivo all’orientamento assunto dalla proposta di delibera in oggetto, in quanto la ritiene conservativa del centro storico e della pianificazione correntemente adottata.

Detto questo, riteniamo di dover esprimere alcune osservazioni sulla legge regionale denominata “Piano casa”, e più in generale desideriamo enunciare alcuni principi che la nostra lista ritiene inderogabili in merito a questioni urbanistiche e ambientali.

Riconosciamo, tra le ricadute di questa legge, positiva quella che incentiva la riqualificazione degli edifici, in termini energetici e dal punto di vista delle tecniche costruttive. Riteniamo lo stimolo dato all’economia anch’esso positivo, ma abbiamo qualche dubbio sulla sua reale portata. In generale, riteniamo che siano poco lungimiranti le politiche basate su stimoli economici a breve termine, e che consumano nuove porzioni di territorio. Tale consumo ha una pesante ricaduta sia dal punto di vista paesaggistico (basta girare l’Italia per rendersene conto), sia dal punto di vista delle fragilità del territorio; quella idrogeologica è tristemente nota ai nostri giorni.

Il concetto di azione “in deroga”, principio sul quale si fonda la presente legge, rappresenta la perfetta negazione della pianificazione; che è appunto lo strumento a disposizione della politica atto a perseguire la conservazione del territorio e la qualità degli insediamenti umani.

Un altro punto sul quale il “Piano Casa” non ci convince è la temporaneità del provvedimento. Siamo consapevoli che il carattere di temporaneità abbia allo stesso tempo la finalità di limitare l’impatto della legge, e quella di fungere da incentivo per i potenziali fruitori a decidere in fretta. Tuttavia, riteniamo non troppo equo il fatto che certi notevoli vantaggi non abbia potuto coglierli chi in passato avrebbe desiderato farlo, e chi non ne avrà la possibilità economica in questi due anni.

Il modello di “piano casa” che la lista Essere Meolo si permette di enunciare è dunque quello che incentivi molto più il recupero che la nuova costruzione e che abbia un carattere permanente. L’interesse economico come mezzo per la conservazione, e la conservazione come mezzo per l’interesse economico.

Prelievi a pagamento a Meolo nel 2012

novembre 22, 2011 by EssereMeolo · Leave a Comment
Filed under: Amministrazione comunale, Attualità 

Il Sindaco sempre solerte nell’apparire sulla carta stampata con roboanti dichiarazioni si dimentica stranamente di informare i giornali e tutta l’opinione pubblica di una delibera la numero 149 del 10.11.11 (leggi la delibera) approvata dalla sua giunta. La delibera tratta del RINNOVO CONVENZIONE CON L’AZIENDA ULSS N. 10 PER IL SERVIZIO PUNTO PRELIEVI PER L’ANNO 2012. Si evince dalla suddetta che i nostri cittadini ma anche quelli esterni saranno costretti a pagare, da dicembre, questo servizio quando invece tutte le precedenti amministrazioni di Centro Sinistra se ne erano fatte carico direttamente proprio per venire incontro alle esigenze sociali ed economiche dei meolesi. È sconcertante questa scelta che penalizza ancora una volta persone già indigenti, appartenenti a fasce economiche e sociali delicate, è gravissima l’insensibilità dimostrata da Cagnato e Basso che di fatto PRIVANO di un servizio indispensabile tutti i cittadini. Sono stato contattato da molti cittadini indignati ed imbufaliti per questa decisione assurda, unilaterale e cieca.

Noi e i meolesi pretendiamo il ritorno alla gratuità di questo servizio. Proponiamo perciò il taglio del 10% dell’indennità dei nostri amministratori per coprire il costo dell’intero servizio pari a circa 7000 euro. Un costo assolutamente abbordabile considerando che una delle prime decisioni di questa amministrazione è stata quella di aumentarsi le indennità…per certi atti Basso e Cagnato sono solerti a trovare le risorse…per altri no…ma ne risponderanno davanti ai cittadini.

Giampiero Piovesan

Piano Assetto Territorio del Comune di Meolo

aprile 29, 2011 by EssereMeolo · Leave a Comment
Filed under: Amministrazione comunale 

Dalla stampa apprendiamo che il Piano di Assetto del Territorio del Comune di Meolo, adottato  dal Consiglio Comunale il 20 aprile 2009, è ancora bloccato perché non sarebbe stata raccolta con i tecnici tutta la documentazione necessaria per effettuare la VAS regionale.
“Abbiamo dovuto compiere un’opera incessante di controllo di tutti gli atti che erano stati  inviati, lavoro durato fino a pochi mesi fa” affermerebbe il Sindaco.

Noi riteniamo che se dopo due anni dall’insediamento, questa Amministrazione non ha ancora concluso le procedure del PAT, ciò sia dovuto solo all’incapacità e alla superficialità con cui questa Amministrazione sta governando il comune.
Riteniamo che gli amministratori dovrebbero avere più rispetto, se non per chi ha amministrato prima di loro, almeno per il lavoro dei tecnici comunali e dei professionisti estensori del PAT che hanno abbondantemente dimostrato, in comuni vicini, di saper fare molto bene il loro lavoro.
Riteniamo inoltre che sia ora di smetterla con la propaganda a mezzo stampa e che sia il caso di passare ai fatti, perché chi paga le conseguenze dell’immobilità e dell’incapacità endemica della Giunta meolese, se non altro di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale, è Meolo ed i meolesi.

Accordo art. 6, L.R. 11/04, tra Amministrazione Comunale di Meolo e “Meolo 2000 Srl, Esmeraldas Sas, Vio Landino & C.”

aprile 19, 2011 by EssereMeolo · Leave a Comment
Filed under: Amministrazione comunale, Attualità, Rsa 

La destinazione a servizi dell’area ubicata tra l’ufficio postale di piazzale Donatori ed il parcheggio dei campi sportivi, è stata individuata con il primo P.R.G. di Meolo nei primi anni ottanta. Fin da subito i proprietari hanno contestato tale scelta avviando una serie di contenziosi, ricorsi al TAR, tentativi di accordo, ecc. che parevano finalmente arrivati a soluzione con l’accordo ex art. 6, L.R. 11/04 approvato dal Consiglio Comunale in data 20/04/2009.

L’accordo prevedeva il cambio di destinazione urbanistica, da effettuare entro 24 mesi, nell’ambito della stesura del PAT e successivo PI, delle seguenti aree:

1.  Area di 28.500 mq (dietro le poste) da servizi (H) a residenziale (C2).

2.  Area di c.a. 17.000 mq (via Castelletto) da agricola (E) a commerciale (D1).

3.  Area di 5.000 mq dietro il supermercato Pellicano da agricola (E) a residenziale (C2).

4.  Donazione al Comune di un’area di 17.000 mq, posta dietro il supermercato Pellicano, per la realizzazione della RSA.

L’area di cui al punto 4 rappresentava la contropartita perequativa delle modifiche di destinazione urbanistica summenzionate. Nel caso in cui entro 24 mesi dalla stipula dell’atto notarile, non fossero state realizzate le modifiche concordate, il comune si impegnava a pagare, al prezzo di 1.360.000 € (mq 17.000 x 80 €/mq) il terreno acquisito.

Con le elezioni del giugno 2009 l’amministrazione Comunale di Meolo diventava appannaggio del centrodestra che non ha ritenuto di portare avanti l’accordo non intendendo posizionare la RSA nell’area prescelte dalla precedente amministrazione.

L’accordo art. 6 veniva lasciato nel cassetto insieme all’area destinata ad RSA e dopo gli inutili tentativi di individuare altre aree idonee ( Bosco Belvedere, Marteggia, ecc.) che la Regione bocciava e visti i termini perentori per l’inizio dei lavori, la nuova amministrazione si vedeva costretta a realizzare la struttura nell’area del vecchio campo sportivo.

E l’accordo? Dopo quasi due anni di silenzio eccolo rispuntare, secondo la Giunta tale e quale, ma nella realtà, ben diverso. Il vecchio accordo prevedeva infatti che la destinazione urbanistica dei 17.000 mq fosse decisa dal Comune sulla base delle proprie necessità; dal verbale controfirmato dalle parti si rileva testualmente (art.8) “La parte privata riconosce la piena facoltà del Comune di utilizzare l’area oggetto di cessione ai sensi dell’art. 4 anche per finalità diverse dalla realizzazione della RSA, nonché di mutare la destinazione urbanistica dell’area rispetto a quanto previsto nel presente accordo, rinunciando fin d’ora ad ogni pretesa od eccezione al riguardo, ivi compresa l’eventuale retrocessione, totale o parziale della stessa.”

Il nuovo accordo, approvato dal Consiglio Comunale del 16 aprile 2011 senza la partecipazione al voto dei gruppi “Essere Meolo” e “Per Meolo” prevede testualmente (art. 6): “La parte privata riconosce la piena facoltà del Comune di utilizzare l’area oggetto di cessione ai sensi dell’art. 3 per qualsivoglia opera di interesse pubblico nonché e comunque di mutare la destinazione urbanistica dell’area rispetto a quanto previsto dal presente accordo, con esclusione della destinazione residenziale, rinunciando fin d’ora ad ogni pretesa od eccezione al riguardo, ivi compresa l’eventuale retrocessione, totale o parziale della stessa.”

E’ assolutamente evidente che il valore della perequazione, calcolato in 1.360.000 era riferito al valore di un’area con ampia potenzialità, sia per servizi ma anche per residenza (previa modifica della destinazione).

Ben diverso il valore dell’area senza la possibilità di utilizzo per fini residenziali, nemmeno per un intervento di edilizia residenziale pubblica. Da un calcolo sommario il valore risulta sicuramente inferiore alla metà essendo riferibile al solo valore di esproprio, valutabile in ca. 200/300.000 €; Ma in questo caso anche la superficie delle aree oggetto di cambio di destinazione urbanistica dovrebbe essere adeguato in funzione della % di perequazione stabilita dal PAT. E’ altresì evidente che tutta l’impostazione del nuovo accordo non sta in piedi, altrimenti il regalo fatto ai privati sarebbe veramente esorbitante rispetto ai benefici ottenuti.

La maggioranza ha motivato la scelta di riapprovare l’accordo art. 6 con la necessità di eliminare una presunta penale, di 1.360.000 € da pagare al privato se entro 24 mesi il comune non approvava PAT e PI.

Non è così perché, come abbiamo visto la cifra di 1.360.000 € era il corrispettivo da pagare nel caso in cui l’area di 17.000 mq, oggetto dello scambio, fosse stata a disposizione del comune entro i 30 gg previsti dalla sottoscrizione dell’atto notarile di donazione per realizzarvi la RSA, con 24 mesi di tempo per effettuare il cambio di destinazioni urbanistiche concordate per le aree oggetto dell’accordo. Poiché la donazione non è avvenuta e la RSA è in corso di realizzazione da un’altra parte è evidente che l’accordo deve essere aggiornato ma non per le motivazioni addotte dalla Giunta bensì per adeguarlo al rapporto perequativo fissato.

Riassumendo:

1.  Nel nuovo accordo è previsto che i 17.000 mq verranno messi a disposizione del comune dopo l’adozione in consiglio comunale del I P. I., entro 30 gg. dall’esecutività della delibera. Il precedente accordo prevedeva che i 17.000 mq venissero messi a disposizione entro 30 gg. dalla firma dell’atto notarile, per la realizzazione della RSA. Solo nel caso in cui PAT e successivo PI non avessero recepito le nuove destinazioni il comune avrebbe dovuto pagare l’area al prezzo pattuito in 1.360.000 €.

2.  Il tutto doveva avvenire entro due anni dalla data di stipula dell’accordo davanti al notaio e non dalla data di adozione del PAT come scritto nella delibera approvata il 16/4 al punto 1, pag. 5. Poiché il passaggio di proprietà non è mai avvenuto, nulla è dovuto e a nessun titolo.

3.  Nella delibera approvata dal Consiglio manca il calcolo della perequazione. Visto che il valore di 1.360.000 € era riferito all’area con destinazione RSA, più o meno lo stesso valore delle aree edificabili da urbanizzare (80 €/mq), nel nuovo accordo la destinazione è genericamente a servizi, con l’esclusione della destinazione residenziale. E’ evidente che il valore dell’area è decisamente inferiore e pertanto il valore della perequazione va rivisto.

4.  Mentre il precedente accordo individuava chiaramente le motivazioni del rilevante interesse pubblico, (richiamato dall’art. 6 LR 11/04) collegato alla realizzazione della RSA, il nuovo accordo non individua le motivazioni del rilevante pubblico interesse, il ritiro della causa, peraltro previsto anche nel vecchio accordo non garantisce tale condizione.

Si ritiene pertanto per le motivazioni suesposte che l’accordo art. 6, L.R. 11/04, approvato dal Consiglio Comunale del 16/04/2011, costituisca un grave danno per il Comune di Meolo e debba essere annullato prima che diventi esecutivo.

Gobbo Gianfranco

Centro storico: tante carte, poche idee

aprile 1, 2011 by EssereMeolo · Leave a Comment
Filed under: Amministrazione comunale 

L’ultima trovata in ordine di tempo per la sistemazione del centro storico di Meolo è “Il programma integrato di gestione e riqualificazione commerciale in area urbana centrale” che in definitiva non è altro che il titolo di un programma strategico regionale per un bando di finanziamento di interventi per la valorizzazione del commercio all’interno dei centri storici.

Viste le condizioni edilizie del centro cittadino sarà difficile che il nostro Comune possa beneficiare di questo bando, anche se, a dirla tutta, con certi amici è tutto possibile, questa volta potremmo esserne felici anche noi. A nostro modesto parere sarebbe molto più utile per il paese concludere al più presto i programmi e i progetti in itinere, come ad esempio il Piano di Assetto del Territorio (PAT), piuttosto che rincorrere finanziamenti assai improbabili vista la condizione delle strutture edilizie private del centro storico di Meolo.

Lo abbiamo detto tante volte, ma vale la pena ripeterlo ancora: con il PAT definitivamente approvato l’Amministrazione potrebbe adottare con la maggioranza di cui dispone in Consiglio Comunale il proprio Piano degli Interventi con cui pianificare e realizzare, con nuovi strumenti normativi, le proprie idee per rivitalizzare il centro di Meolo (Via del Mare permettendo).

Si continua invece ad annaspare fra “Politiche per la valorizzazione dell’identità e qualità del centro storico” - “Attività ammesse in centro storico” ed ora questo “Programma integrato di gestione e riqualificazione commerciale in area urbana centrale.
Come dire: TANTE CHIACCHIERE MA FATTI NESSUNO.

Caro Sindaco chissà cosa sarebbero disposti a pagare tanti Sindaci per avere a disposizione il proprio PAT pronto e confezionato per potersi approvare il proprio Piano Regolatore in Consiglio Comunale. Tu, che da ben due anni avresti questa possibilità, non la sfrutti e continui – come si dice – a menare il can per l’aia, ma forse ciò che ti manca sono proprio le idee.

Presentazione studio TEPCO su SR89 (Treviso-Mare)

marzo 28, 2011 by EssereMeolo · Leave a Comment
Filed under: Attualità, Viabilità 

Lunedì  21  marzo,  presso  la  sala  consiliare  del  Comune  il  sindaco  di  Roncade  on.  Rubinato  coadiuvata  dal sindaco  di  Silea  Piazza  e  dai  tecnici  della  TEPCO,  ha  presentato  al  folto  pubblico  presente,  lo  studio preliminare  di  previsioni  funzionali  ed  urbanistiche  relativo  alla  SR  89  Treviso  Mare.  Lo  studio  era  stato approvato  a  maggioranza  dalla  Conferenza  di  Servizi  svoltasi  a  Roncade  il  21  di  febbraio,  con  il  voto favorevole  delle  Provincie  di  Venezia  e  Treviso,  dei  Comuni  di  Roncade  e  Silea  ed  il  voto  contrario  dei Comuni di Meolo e S. Biagio e di Veneto Strade S.p.A.

I  Sindaci  hanno  sottolineato  l’importanza  dello  studio  come  esempio  di  concertazione  fra  pubbliche amministrazioni per l’adeguamento e la messa in sicurezza della SR 89, anche in vista dell’apertura del nuovo casello  di  Meolo  sull’A4.  Il  passo  successivo  è  la  presentazione  alla  Regione  Veneto  del  progetto  con  una specifica  richiesta  di  finanziamento  di  un’opera  già  approvata  dalle  amministrazioni  pubbliche  interessate.
Questo fatto dovrebbe consentite una corsia preferenziale per il reperimento delle risorse necessarie.

L’analisi  delle  problematiche  esistenti  nei  18  km  del  tracciato  che  partendo  dalla  tangenziale  est  di  Treviso raggiunge la rotatoria della S.S. 14, ha evidenziato l’esistenza di ca. 80 fra incroci, accessi diretti, passi carrai.
Segno  evidente  dell’importanza  dell’arteria  per  i  collegamenti  locali  ma  anche  reale  dimostrazione  della necessità di mettere in sicurezza tutto il tracciato con eliminazione di attraversamenti a raso, realizzazione di corsie di immissione e uscita, sovrappassi, sottopassi e quanto necessario a garantire scorrevolezza e sicurezza.

Per  quanto  riguarda  le  previsioni  urbanistiche  è  stata  sottolineata  l’importanza  della  tutela  del  paesaggio  e dell’ambiente  con  l’individuazione  delle  aree  soggette  a  vincoli  e  prevedendo  la  realizzazione  di  nuovi insediamenti  residenziali  e  produttivi  solo  in  corrispondenza  di  collegamenti  esistenti  e  pertanto  senza l’apertura di nuovi accessi.

Negli interventi dei cittadini presenti è stata sottolineata la necessità di salvaguardare il carattere di volano per l’economia locale di un’arteria stradale sviluppatasi fin dagli anni sessanta, il cui ruolo dovrà essere potenziato senza snaturarne le caratteristiche con la paventata possibilità di trasformazione in superstrada a pedaggio del tracciato, da Silea a Jesolo.

E’  stata  aspramente  criticata  la  posizione  dell’Amministrazione  Comunale  di  Meolo  che,  contrariamente  alla Provincia di Venezia, ha inspiegabilmente espresso voto contrario alle conclusioni dello studio che ha previsto due  ipotesi  progettuali  da  Silea  alla  S.S.  14:  la  prima  con  la  messa  in  sicurezza  su  due  corsie  con  un  costo preventivo di ca. 100 milioni di euro, la seconda con la messa in sicurezza e la realizzazione di due corsie per senso di marcia ad un costo preventivo di ca. 150 milioni di euro.

Gobbo Gianfranco

Convegno infrastrutture di Jesolo

Dai resoconti della stampa sul convegno svoltosi sabato 5 marzo a Jesolo emergono chiaramente gli obbiettivi della  Lobby  veneta  del  cemento  armato.  MOSE,  passante  autostradale,  pedemontane  veneta,  autostrade  del mare,  TAV-TAC, mega-infrastrutture, la cui necessità è tutta da dimostrare, mentre ciò che sarebbe veramente utile, come il Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale (S.F.M.R.) rimane al palo.  Ma alle potentissime lobby interessa solo il fiume di danari che ha iniziato a scorrere con la costruzione di opere faraoniche, la cui utilità è da valutare caso per caso ma che di certo sono dannose per l’ambiente e la salute.

Le peculiari caratteristiche del territorio compreso tra i litorali e l’asse dell’A4, sono basate in prevalenza sulla piccola   industria,   l’artigianato,   il   commercio,   l’agriturismo,   l’agricoltura   specializzata,   costituita   da innumerevoli aziende specializzate in viticultura, florovivaismo, frutticoltura. A queste aziende va il merito di aver saputo conservare e sviluppare l’attività imprenditoriale tutelando nello stesso tempo l’antica fisionomia paesaggistica ed ambientale del territorio che ora, pare non interessi più a nessuno.

La diffusa presenza di cantine, osterie, ristoranti, la vendita diretta dei prodotti della terra, caratteristici fiumi di risorgiva,  antichi  borghi,  chiese,  ville,  capitelli,  un  insieme  da  visitare,  vivere,  comprendere.  Certamente  le attività turistiche portanti si basano sui milioni di turisti richiamati dal mare, dal sole delle spiagge e dalle città d’arte. Ma insieme al turismo di massa si va sviluppando e risulta in forte espansione un turismo di nicchia, attento alle tradizioni, alla cultura e all’enogastronomia. Si arriva al mare attraversando, ma anche visitando, comunità antiche ed operose, ricche di storia e cultura.

L’andirivieni dei turisti si rivolge prevalentemente al sole ed al mare dei litorali, ma una parte di questi turisti, ora  piccola  ma  in  forte  aumento,  è  sicuramente  interessata  al  territorio  attraversato.  Compito  della  politica locale dovrebbe essere quello di incentivare in ogni modo l’interscambio e la collaborazione tra il turismo di massa   e   quello   culturale,   in   modo   che   qualche   beneficio   si   riverberi   anche   sull’asfittica   economia dell’entroterra.  Per  questo  si  rende  necessario  adeguare  la  viabilità  interna  minore  con  interventi  mirati  di completamento,  integrazione  e  messa  in  sicurezza.    Politici  e  faccendieri  di  lungo  corso  insieme  alle  potenti lobby dei “costruttori” preferiscono invece favoleggiare di autostrade del mare e ferrovie ad alta capacità che finiranno  per  uccidere  definitivamente  la  microeconomia  diffusa  su  cui  si  basa  il  sistema  di  sviluppo  di quest’area.

La carenza di una pianificazione complessiva nella modernizzazione delle infrastrutture esistenti, penalizza uno sviluppo  equilibrato  e  omogeneo  di  un  vasto  territorio  che  comprende  i  comuni  rivieraschi  ma  anche l’entroterra,  che  non  può  subire  solo  gli  effetti  negativi  dell’attraversamento  ma  deve  poter  avere  anche  dei benefici.  La realizzazione delle autostrade del mare a pagamento e di un sistema ferroviario ad alta capacità produrrà  la  desertificazione  del  territorio  attraversato  da queste  infrastrutture.  Si  rende  pertanto  necessaria  la messa  in  sicurezza  e  l’integrazione  della  viabilità  esistente  e  il  completamento  del  S.M.F.R.  che  colleghi capillarmente le spiagge con l’entroterra.

La  costruzione  dell’autostrada  A4,  avvenuta  negli  anni  60,  prevedeva  da  subito,  anche  la  realizzazione  del casello  di  Meolo.  Ci  sono  attività  produttive  e  commerciali  che  si  sono  insediate  in  questo  territorio  fin  da allora ed hanno atteso la realizzazione del casello. Ora, che finalmente questo sogno si sta avverando la lobby del  cemento  armato,  appoggiata  da  una  politica  strafalciona  e  rapace,  pensa  a  sfruttare  finanziariamente  la ghiotta  occasione  non  curandosi  che  il  territorio  attende  da  troppo  tempo  un  adeguamento  di  queste infrastrutture per dare finalmente impulso e nuove opportunità all’economia locale.

Gobbo Gianfranco

Commento sulla delibera del consiglio comunale con oggetto: “Indirizzo per la definizione delle attività ammesse nell’ambito del centro storico”

novembre 24, 2010 by EssereMeolo · 33 Comments
Filed under: Amministrazione comunale, Azione opposizione 

Il Consiglio Comunale di mercoledì 17 novembre ha approvato, con il voto contrario del gruppo “Essere Meolo”, la Delibera predetta.
Ma per quali motivi Lega e PDL, che amministrano il nostro Comune, hanno ritenuto di assumere dei nuovi indirizzi per la regolamentazione delle attività ammesse nell’ambito del centro storico?
Posto che la materia risulta già ampiamente regolamentata dal “Piano Comunale sul commercio”, dal “Piano Regolatore Comunale” e dalle norme igienico sanitarie vigenti, non ha alcun senso l’introduzione di nuovi criteri in assenza di novità normative, a meno che non esistano altre motivazioni.
Vista la particolare situazione di degrado in cui versa il centro storico si renderebbe necessario incentivare, in qualche modo, l’insediamento di nuove attività per avviare un circuito virtuoso in grado di ridare vitalità e dinamicità al centro del paese.
Altri comuni a noi vicini, come Noventa di Piave, assegnano contributi economici alle nuove attività che decidono di insediarsi nel loro centro  urbano.
La Regione Veneto, con la D.G.R. 2187 del 21/09/2010 ad oggetto “Interventi per la diffusione del commercio equo e solidale”, assegna sostanziosi contributi economici per l’avviamento di nuove attività commerciali.
A Meolo invece per questioni “storico identitarie” e di difesa della “tradizione locale e destinazioni che qualificano i centri storici del Veneto” si impongono degli indirizzi che, in barba alle leggi vigenti, consentono agli uffici di negare la concessione di una licenza per incompatibilità con il carattere del centro storico.
Ritengo che in realtà l’introduzione di una simile direttiva mascheri la volontà di poter negare il rilascio di una licenza su basi etnico razziali e religiose. LEGA NORD e PDL continuano con la loro propaganda gratuita contro l’immigrato, negando diritti fondamentali e alimentando paure e timori verso i diversi, mentre la presenza di una percentuale maggiore del 10% di cittadini stranieri dovrebbe suggerire la promozione di nuove opportunità commerciali e di integrazione sociale.
Si renderebbe necessario l’intervento delle Associazioni che rappresentano gli interessi di artigiani e commercianti a tutela del diritto d’impresa a meno che non ritengano che sia meglio difendere gli interessi corporativi e lo status quo, piuttosto che tutelare i diritti fondamentali sulla liberta d’impresa, alla base di una società evoluta e civile.
Gobbo Gianfranco

Follia

Follia. È l’unico termine che può descrivere le scelte dell’assessore regionale Chisso, per quel che riguarda la TAV e quelle del sindaco Basso, per la TV Mare.
L’assessore Chisso vorrebbe che la ferrovia ad alta velocità (TAV) passasse per Passarella, in terra di bonifica, per costruirvi una stazione per i turisti che vogliono andare a Jesolo. Ma come si può pensare che un tracciato ferroviario internazionale alta capacità/alta velocità, possa essere spostato di continuo, a piacimento della Regione? E questo solo per l’incapacità della giunta regionale di pianificare le proprie infrastrutture!
Il Veneto è infatti l’unica regione senza un tracciato TAV definito e condiviso, mentre la rete stradale e ferroviaria è insufficiente ed antiquata. Tutto ciò per responsabilità della destra, incapace da 20 anni di rispondere a queste fondamentali necessità del Veneto!
Solo una rete ferroviaria metropolitana di superficie può collegare in maniera efficace il litorale all’entroterra: non lo può certo fare la TAV, che è stata pensata per collegare Lisbona a Kiev, non l’Europa a Passarella! È impensabile che qualcuno utilizzi la TAV per andare da Mestre o da Padova fino a Jesolo, visti i costi elevati di questo sistema. E per chi viene da più lontano, i 4 chilometri tra San Donà a Passarella, non sono nulla.
Noi chiediamo un percorso TAV in galleria e in affiancamento all’autostrada A4. La TAV andarebbe a distruggere i fragili equilibri di Marteggia, se la Regione decidesse di farla passare di lì. Per non parlare poi dei rischi idraulici che un’opera del genere può provocare in un territorio di bonifica. In caso di un’inondazione le acque si troverebbero intrappolate, e non potrebbero scorrere verso il mare! Per vedere quanto poco la Regione consideri la prevenzione idraulica, guardate ai danni della recente alluvione, dopo la quale la Regione si è vista costretta a reintrodurre anche nelle città le tasse per i consorzi di bonifica, tasse che erano state tolte in campagna elettorale per compiacere i palazzinari.

Il tracciato della TAV secondo la proposta fatta pervenire al Governo dalla Giunta Regionale del Veneto, come descritto nella risposta del viceministro Castelli all’interrogazione dei deputati PD Viola e Rubinato (www.ferrovieanordest.it):

tracciato_TAV

Basso ha svenduto Meolo e gli interessi dei Meolesi a Chisso. E’ una vergogna istituzionale. Mentre Basso chiede di velocizzare l’inizio della costruzione della TV Mare a pagamento, Noi pretendiamo il rispetto del protocollo d’intesa sottoscritto nel 2003 dal Sindaco Carrer (da Regione Veneto, Province di Treviso e Venezia, Comuni di Meolo, Roncade e Monastier, Autovie Venete e Veneto Strade). Quel protocollo prevede e finanzia: l’ammodernamento del sottopasso di via Vallio, la messa in sicurezza delle intersezioni a raso di via Castelletto e via Diaz (con la costruzione di due sottopassi), una bretella di collegamento tra il nuovo casello e la zona industriale. Un protocollo, quello firmato da Carrer, che vale ben 5.585.000 euro, contro i 1.400.000 dell’accordo farsa tra Basso e Chisso, che prevede solo una rotonda al posto del semaforo di via Diaz e una pista ciclabile incompleta lungo via Vallio.
Basso non rappresenta i diritti e gli interessi dei Meolesi, al contrario pensa solo a compiacere Chisso, il suo superiore di partito.

Comunicato del Partito Democratico di Meolo

Servizio raccolta rifiuti: amministrazione comunale in confusione totale

agosto 22, 2010 by EssereMeolo · 1 Comment
Filed under: Amministrazione comunale, Volantini 

Volantino del PD meolese sulla mancanza di prospettive dell’attuale amministrazione nella gestione della raccolta dei rifiuti.

Comunicato stampa A proposito del servizio di raccolta dei rifiuti

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