Convegno infrastrutture di Jesolo
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Dai resoconti della stampa sul convegno svoltosi sabato 5 marzo a Jesolo emergono chiaramente gli obbiettivi della Lobby veneta del cemento armato. MOSE, passante autostradale, pedemontane veneta, autostrade del mare, TAV-TAC, mega-infrastrutture, la cui necessità è tutta da dimostrare, mentre ciò che sarebbe veramente utile, come il Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale (S.F.M.R.) rimane al palo. Ma alle potentissime lobby interessa solo il fiume di danari che ha iniziato a scorrere con la costruzione di opere faraoniche, la cui utilità è da valutare caso per caso ma che di certo sono dannose per l’ambiente e la salute.
Le peculiari caratteristiche del territorio compreso tra i litorali e l’asse dell’A4, sono basate in prevalenza sulla piccola industria, l’artigianato, il commercio, l’agriturismo, l’agricoltura specializzata, costituita da innumerevoli aziende specializzate in viticultura, florovivaismo, frutticoltura. A queste aziende va il merito di aver saputo conservare e sviluppare l’attività imprenditoriale tutelando nello stesso tempo l’antica fisionomia paesaggistica ed ambientale del territorio che ora, pare non interessi più a nessuno.
La diffusa presenza di cantine, osterie, ristoranti, la vendita diretta dei prodotti della terra, caratteristici fiumi di risorgiva, antichi borghi, chiese, ville, capitelli, un insieme da visitare, vivere, comprendere. Certamente le attività turistiche portanti si basano sui milioni di turisti richiamati dal mare, dal sole delle spiagge e dalle città d’arte. Ma insieme al turismo di massa si va sviluppando e risulta in forte espansione un turismo di nicchia, attento alle tradizioni, alla cultura e all’enogastronomia. Si arriva al mare attraversando, ma anche visitando, comunità antiche ed operose, ricche di storia e cultura.
L’andirivieni dei turisti si rivolge prevalentemente al sole ed al mare dei litorali, ma una parte di questi turisti, ora piccola ma in forte aumento, è sicuramente interessata al territorio attraversato. Compito della politica locale dovrebbe essere quello di incentivare in ogni modo l’interscambio e la collaborazione tra il turismo di massa e quello culturale, in modo che qualche beneficio si riverberi anche sull’asfittica economia dell’entroterra. Per questo si rende necessario adeguare la viabilità interna minore con interventi mirati di completamento, integrazione e messa in sicurezza. Politici e faccendieri di lungo corso insieme alle potenti lobby dei “costruttori” preferiscono invece favoleggiare di autostrade del mare e ferrovie ad alta capacità che finiranno per uccidere definitivamente la microeconomia diffusa su cui si basa il sistema di sviluppo di quest’area.
La carenza di una pianificazione complessiva nella modernizzazione delle infrastrutture esistenti, penalizza uno sviluppo equilibrato e omogeneo di un vasto territorio che comprende i comuni rivieraschi ma anche l’entroterra, che non può subire solo gli effetti negativi dell’attraversamento ma deve poter avere anche dei benefici. La realizzazione delle autostrade del mare a pagamento e di un sistema ferroviario ad alta capacità produrrà la desertificazione del territorio attraversato da queste infrastrutture. Si rende pertanto necessaria la messa in sicurezza e l’integrazione della viabilità esistente e il completamento del S.M.F.R. che colleghi capillarmente le spiagge con l’entroterra.
La costruzione dell’autostrada A4, avvenuta negli anni 60, prevedeva da subito, anche la realizzazione del casello di Meolo. Ci sono attività produttive e commerciali che si sono insediate in questo territorio fin da allora ed hanno atteso la realizzazione del casello. Ora, che finalmente questo sogno si sta avverando la lobby del cemento armato, appoggiata da una politica strafalciona e rapace, pensa a sfruttare finanziariamente la ghiotta occasione non curandosi che il territorio attende da troppo tempo un adeguamento di queste infrastrutture per dare finalmente impulso e nuove opportunità all’economia locale.
Gobbo Gianfranco
Follia
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Follia. È l’unico termine che può descrivere le scelte dell’assessore regionale Chisso, per quel che riguarda la TAV e quelle del sindaco Basso, per la TV Mare.
L’assessore Chisso vorrebbe che la ferrovia ad alta velocità (TAV) passasse per Passarella, in terra di bonifica, per costruirvi una stazione per i turisti che vogliono andare a Jesolo. Ma come si può pensare che un tracciato ferroviario internazionale alta capacità/alta velocità, possa essere spostato di continuo, a piacimento della Regione? E questo solo per l’incapacità della giunta regionale di pianificare le proprie infrastrutture!
Il Veneto è infatti l’unica regione senza un tracciato TAV definito e condiviso, mentre la rete stradale e ferroviaria è insufficiente ed antiquata. Tutto ciò per responsabilità della destra, incapace da 20 anni di rispondere a queste fondamentali necessità del Veneto!
Solo una rete ferroviaria metropolitana di superficie può collegare in maniera efficace il litorale all’entroterra: non lo può certo fare la TAV, che è stata pensata per collegare Lisbona a Kiev, non l’Europa a Passarella! È impensabile che qualcuno utilizzi la TAV per andare da Mestre o da Padova fino a Jesolo, visti i costi elevati di questo sistema. E per chi viene da più lontano, i 4 chilometri tra San Donà a Passarella, non sono nulla.
Noi chiediamo un percorso TAV in galleria e in affiancamento all’autostrada A4. La TAV andarebbe a distruggere i fragili equilibri di Marteggia, se la Regione decidesse di farla passare di lì. Per non parlare poi dei rischi idraulici che un’opera del genere può provocare in un territorio di bonifica. In caso di un’inondazione le acque si troverebbero intrappolate, e non potrebbero scorrere verso il mare! Per vedere quanto poco la Regione consideri la prevenzione idraulica, guardate ai danni della recente alluvione, dopo la quale la Regione si è vista costretta a reintrodurre anche nelle città le tasse per i consorzi di bonifica, tasse che erano state tolte in campagna elettorale per compiacere i palazzinari.
Il tracciato della TAV secondo la proposta fatta pervenire al Governo dalla Giunta Regionale del Veneto, come descritto nella risposta del viceministro Castelli all’interrogazione dei deputati PD Viola e Rubinato (www.ferrovieanordest.it):
Basso ha svenduto Meolo e gli interessi dei Meolesi a Chisso. E’ una vergogna istituzionale. Mentre Basso chiede di velocizzare l’inizio della costruzione della TV Mare a pagamento, Noi pretendiamo il rispetto del protocollo d’intesa sottoscritto nel 2003 dal Sindaco Carrer (da Regione Veneto, Province di Treviso e Venezia, Comuni di Meolo, Roncade e Monastier, Autovie Venete e Veneto Strade). Quel protocollo prevede e finanzia: l’ammodernamento del sottopasso di via Vallio, la messa in sicurezza delle intersezioni a raso di via Castelletto e via Diaz (con la costruzione di due sottopassi), una bretella di collegamento tra il nuovo casello e la zona industriale. Un protocollo, quello firmato da Carrer, che vale ben 5.585.000 euro, contro i 1.400.000 dell’accordo farsa tra Basso e Chisso, che prevede solo una rotonda al posto del semaforo di via Diaz e una pista ciclabile incompleta lungo via Vallio.
Basso non rappresenta i diritti e gli interessi dei Meolesi, al contrario pensa solo a compiacere Chisso, il suo superiore di partito.
Comunicato del Partito Democratico di Meolo
Via del mare, le polemiche degli amministratori
Proseguono le polemiche degli amministratori locali sul progetto “Via del Mare”. La Giunta Regionale dimostra il recepimento delle richieste del presidente della provincia di Treviso Muraro, incaricando la Direzione Infrastrutture e Trasporti di predisporre un bando di gara che preveda un punteggio di premialità per le aziende che escluderanno dal pedaggio anche i comuni di Roncade, San Biagio, Silea, Treviso. Read more
Partito Democratico – Comunicato Stampa dei Circoli di Meolo, Musile, San Donà – 28/08/2010
Sulla Delibera della Giunta Regionale n. 1988 del 03/08/10 BUR 69 del 24/08/10.
Nuovo casello: lettera aperta del comitato “Sì Treviso Mare” al sindaco Basso
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Per la lettura della lettera rimandiamo all’articolo presente nel sito del comitato www.stradatrevisomare.org.
Di seguito proponiamo i due articoli apparsi su “La Nuova Venezia” che danno notizia della lettera e del comunicato stampa del PD meolese in merito alla delibera n. 79 (sovrapposizione tra progetti nelle opere complementari al nuovo casello).
- Leggi l’articolo sulla lettera aperta del comitato “Sì Treviso Mare”
- Leggi l’articolo sul comunicato del PD meolese
Via del Mare: comunicato stampa del PD meolese sulla recente delibera in merito alla sovrapposizione tra progetti
Treviso Mare: l’arrivo dell’estate porta le prime code e i primi incidenti
Vi riportiamo di seguito il comunicato stampa di Simonetta Rubinato (PD) sui primi incidenti sulla Treviso Mare. L’onorevole (e sindaco di Roncade) Rubinato offre un quadro chiaro di come sia possibile risolvere il problema della sicurezza della Treviso Mare senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini.
Il sindaco Basso ed il suo vice, Cagnato, invocano invece la costruzione dell’autostrada come unico vero modo per risolvere i problemi del traffico. In cima alle preoccupazioni degli amministratori meolesi continuano ad esserci i turisti in coda, piuttosto che la sicurezza dei meolesi. E la famosa rotatoria di via Diaz? Doveva essere pronta per quest’estate, invece se ne riparlerà in autunno.
Basso e Cagnato su “La Nuova Venezia” del 29/05/2010
Deliberazione della Giunta Provinciale Trevigiana con oggetto il ricorso al TAR contro il progetto “Via del mare”
La Provincia di Treviso ricorre al Tar contro la Treviso Mare a pagamento
Da “La Nuova Venezia” del 12/05/2010
La Provincia di Treviso ricorre al Tar contro la delibera della Giunta Regionale del 23 marzo 2010, in cui si prendeva atto del parere favorevole espresso dalla Commissione Regionale VIA sul progetto “Via del Mare”.
Il presidente Muraro dichiara che il ricorso è doveroso, essendo state respinte le osservazioni della Provincia formulate nel corso della VIA. Il ricorso, sempre secondo Muraro, sarà ritirato solo se verrà accordato il pedaggio gratuito per tutti i trevigiani.
Il ricorso della Provincia trova ampio consenso nel Consiglio Regionale Veneto: il capogruppo leghista Federico Caner dichiara: “Abbiamo già pagato abbastanza. Non è giusto che i trevigiani e le aziende corrispodano un pedaggio per una strada che hanno già abbondantemente pagato. Il territorio va ascoltato. Evidentemente l’ex governatore Galan non ha tenuto conto delle osservazioni della Provincia. Più che un pedaggio sembra un balzello“.
Lettera del presidente del comitato “Sì Treviso Mare” al neoeletto presidente della Regione Veneto Luca Zaia
Di seguito la lettera che il sig. Luigi Bardini in qualità di Presidente del Comitato “Sì Treviso Mare” ha inviato al neoeletto Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, ai Presidenti delle Provincie di Treviso e Venezia, ai rispettivi Assessori competenti, a 13 Sindaci dei comuni interessati dalla viabilità della Treviso Mare, ai Presidenti di Confindustria Veneto e Provincia di Venezia, ai responsabili di zona delle associazioni delle categorie economiche e sindacali e alla stampa locale.
Lettera aperta del presidente Bardini

