Accordo art. 6, L.R. 11/04, tra Amministrazione Comunale di Meolo e “Meolo 2000 Srl, Esmeraldas Sas, Vio Landino & C.”
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La destinazione a servizi dell’area ubicata tra l’ufficio postale di piazzale Donatori ed il parcheggio dei campi sportivi, è stata individuata con il primo P.R.G. di Meolo nei primi anni ottanta. Fin da subito i proprietari hanno contestato tale scelta avviando una serie di contenziosi, ricorsi al TAR, tentativi di accordo, ecc. che parevano finalmente arrivati a soluzione con l’accordo ex art. 6, L.R. 11/04 approvato dal Consiglio Comunale in data 20/04/2009.
L’accordo prevedeva il cambio di destinazione urbanistica, da effettuare entro 24 mesi, nell’ambito della stesura del PAT e successivo PI, delle seguenti aree:
1. Area di 28.500 mq (dietro le poste) da servizi (H) a residenziale (C2).
2. Area di c.a. 17.000 mq (via Castelletto) da agricola (E) a commerciale (D1).
3. Area di 5.000 mq dietro il supermercato Pellicano da agricola (E) a residenziale (C2).
4. Donazione al Comune di un’area di 17.000 mq, posta dietro il supermercato Pellicano, per la realizzazione della RSA.
L’area di cui al punto 4 rappresentava la contropartita perequativa delle modifiche di destinazione urbanistica summenzionate. Nel caso in cui entro 24 mesi dalla stipula dell’atto notarile, non fossero state realizzate le modifiche concordate, il comune si impegnava a pagare, al prezzo di 1.360.000 € (mq 17.000 x 80 €/mq) il terreno acquisito.
Con le elezioni del giugno 2009 l’amministrazione Comunale di Meolo diventava appannaggio del centrodestra che non ha ritenuto di portare avanti l’accordo non intendendo posizionare la RSA nell’area prescelte dalla precedente amministrazione.
L’accordo art. 6 veniva lasciato nel cassetto insieme all’area destinata ad RSA e dopo gli inutili tentativi di individuare altre aree idonee ( Bosco Belvedere, Marteggia, ecc.) che la Regione bocciava e visti i termini perentori per l’inizio dei lavori, la nuova amministrazione si vedeva costretta a realizzare la struttura nell’area del vecchio campo sportivo.
E l’accordo? Dopo quasi due anni di silenzio eccolo rispuntare, secondo la Giunta tale e quale, ma nella realtà, ben diverso. Il vecchio accordo prevedeva infatti che la destinazione urbanistica dei 17.000 mq fosse decisa dal Comune sulla base delle proprie necessità; dal verbale controfirmato dalle parti si rileva testualmente (art.8) “La parte privata riconosce la piena facoltà del Comune di utilizzare l’area oggetto di cessione ai sensi dell’art. 4 anche per finalità diverse dalla realizzazione della RSA, nonché di mutare la destinazione urbanistica dell’area rispetto a quanto previsto nel presente accordo, rinunciando fin d’ora ad ogni pretesa od eccezione al riguardo, ivi compresa l’eventuale retrocessione, totale o parziale della stessa.”
Il nuovo accordo, approvato dal Consiglio Comunale del 16 aprile 2011 senza la partecipazione al voto dei gruppi “Essere Meolo” e “Per Meolo” prevede testualmente (art. 6): “La parte privata riconosce la piena facoltà del Comune di utilizzare l’area oggetto di cessione ai sensi dell’art. 3 per qualsivoglia opera di interesse pubblico nonché e comunque di mutare la destinazione urbanistica dell’area rispetto a quanto previsto dal presente accordo, con esclusione della destinazione residenziale, rinunciando fin d’ora ad ogni pretesa od eccezione al riguardo, ivi compresa l’eventuale retrocessione, totale o parziale della stessa.”
E’ assolutamente evidente che il valore della perequazione, calcolato in 1.360.000 era riferito al valore di un’area con ampia potenzialità, sia per servizi ma anche per residenza (previa modifica della destinazione).
Ben diverso il valore dell’area senza la possibilità di utilizzo per fini residenziali, nemmeno per un intervento di edilizia residenziale pubblica. Da un calcolo sommario il valore risulta sicuramente inferiore alla metà essendo riferibile al solo valore di esproprio, valutabile in ca. 200/300.000 €; Ma in questo caso anche la superficie delle aree oggetto di cambio di destinazione urbanistica dovrebbe essere adeguato in funzione della % di perequazione stabilita dal PAT. E’ altresì evidente che tutta l’impostazione del nuovo accordo non sta in piedi, altrimenti il regalo fatto ai privati sarebbe veramente esorbitante rispetto ai benefici ottenuti.
La maggioranza ha motivato la scelta di riapprovare l’accordo art. 6 con la necessità di eliminare una presunta penale, di 1.360.000 € da pagare al privato se entro 24 mesi il comune non approvava PAT e PI.
Non è così perché, come abbiamo visto la cifra di 1.360.000 € era il corrispettivo da pagare nel caso in cui l’area di 17.000 mq, oggetto dello scambio, fosse stata a disposizione del comune entro i 30 gg previsti dalla sottoscrizione dell’atto notarile di donazione per realizzarvi la RSA, con 24 mesi di tempo per effettuare il cambio di destinazioni urbanistiche concordate per le aree oggetto dell’accordo. Poiché la donazione non è avvenuta e la RSA è in corso di realizzazione da un’altra parte è evidente che l’accordo deve essere aggiornato ma non per le motivazioni addotte dalla Giunta bensì per adeguarlo al rapporto perequativo fissato.
Riassumendo:
1. Nel nuovo accordo è previsto che i 17.000 mq verranno messi a disposizione del comune dopo l’adozione in consiglio comunale del I P. I., entro 30 gg. dall’esecutività della delibera. Il precedente accordo prevedeva che i 17.000 mq venissero messi a disposizione entro 30 gg. dalla firma dell’atto notarile, per la realizzazione della RSA. Solo nel caso in cui PAT e successivo PI non avessero recepito le nuove destinazioni il comune avrebbe dovuto pagare l’area al prezzo pattuito in 1.360.000 €.
2. Il tutto doveva avvenire entro due anni dalla data di stipula dell’accordo davanti al notaio e non dalla data di adozione del PAT come scritto nella delibera approvata il 16/4 al punto 1, pag. 5. Poiché il passaggio di proprietà non è mai avvenuto, nulla è dovuto e a nessun titolo.
3. Nella delibera approvata dal Consiglio manca il calcolo della perequazione. Visto che il valore di 1.360.000 € era riferito all’area con destinazione RSA, più o meno lo stesso valore delle aree edificabili da urbanizzare (80 €/mq), nel nuovo accordo la destinazione è genericamente a servizi, con l’esclusione della destinazione residenziale. E’ evidente che il valore dell’area è decisamente inferiore e pertanto il valore della perequazione va rivisto.
4. Mentre il precedente accordo individuava chiaramente le motivazioni del rilevante interesse pubblico, (richiamato dall’art. 6 LR 11/04) collegato alla realizzazione della RSA, il nuovo accordo non individua le motivazioni del rilevante pubblico interesse, il ritiro della causa, peraltro previsto anche nel vecchio accordo non garantisce tale condizione.
Si ritiene pertanto per le motivazioni suesposte che l’accordo art. 6, L.R. 11/04, approvato dal Consiglio Comunale del 16/04/2011, costituisca un grave danno per il Comune di Meolo e debba essere annullato prima che diventi esecutivo.
Gobbo Gianfranco
“RSA” ed edilizia residenziale pubblica: alcuni commenti sugli articoli apparsi nel periodico “Qui Meolo” n. 11
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di Gianfranco Gobbo
CASA DI RIPOSO DI MEOLO – Iniziano i lavori
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Comunicato stampa RSA
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Il Consiglio Comunale, le Commissioni consiliari ed i cittadini sono estromessi sistematicamente dal confronto e dal dialogo su temi rilevanti per la comunità meolese.
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Se c’è un modo per fare meglio, trovalo!
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Leggere prima i due documenti pdf, e poi l’articolo pubblicato su “il Gazzettino” domenica 31 gennaio 2010.
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Il nuovo Centro Residenziale per non autosufficienti di Meolo: una grande opportunità di lavoro per i giovani
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La firma della Convenzione con il gruppo promotore della cordata per la costruzione e gestione della nuova casa di riposo per persone non autosufficienti di Meolo , che abbiamo appreso essere avvenuta venerdì scorso, è una tappa storica per il nostro territorio della Venezia Orientale. Un progetto che parte dalla programmazione territoriale avvenuta proprio alla fine degli anni 90 e che, attraverso una continuità di programmazione fino ai giorni nostri, ha consentito di arrivare praticamente alla cantierazione dell’opera. Senza mai battute di arresto, con la perseveranza di chi ha come obiettivo la concretizzazione di un progetto sociale che andasse a colmare le deficienze più importanti del nostro territorio e cioè la carenza cronica di posti letto per persone non autosufficienti.

